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Quale Dio?

23 Ottobre 2008 alle 12:07

Mi scuso, ma non capisco in che senso il mistero non è ignoranza, posto che riconoscerne l’esistenza non significa conoscerne l’essenza. Assumiamo pure che la scienza abbia sancito l’assoluta e definitiva impossibilità di spiegare taluni fenomeni fisici apparentemente governati da leggi casuali e non logiche. Ma la spiegazione non esiste, o esiste ma è inconoscibile? Se la spiegazione non esiste, tutto è frutto del caso e non c’è disegno intelligente; se la spiegazione c’è ma è inconoscibile, il disegno intelligente c’è ma non è intellegibile per l’uomo. Dire allora che la meccanica quantistica offra un sostegno alla religione pare azzardato, dato che l’affermazione che la verità non esiste o è inconoscibile, destituisce da ogni fondamento la pretesa dei teologi di fare della mente di Dio l’oggetto della propria scienza. In definitiva, dare al mistero, all’inconoscibile, il nome Dio è un semplice espediente linguistico, abusato in teologia (si pensi all’argomento ontologico di Anselmo d’Aosta) con il quale si confonde il significato con il significante, il contenuto con il contenitore. Insomma, quale Dio c'è dietro il mistero, resta un mistero.

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