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Battaglie culturali e Darwinismo

2 Settembre 2008 alle 09:29

C'è una delle battaglie culturali del Foglio che mi lascia particolarmente perplesso, ed è quella che viene condotta un po' fra il detto e il non detto sul Darwinismo e sulla Teoria dell'Evoluzione. Fatti salvi i giusti rifiuti degli estremismi ideologici alla Dawkins e delle caricature, come quella che pretende di far discendere l'uomo dalla scimmia (invece di far discendere uomini e scimmie da un antenato comune, come sarebbe giusto dire), vorrei capire quale spiegazione alternativa della presenza degli esseri viventi sulla Terra i suoi critici vorrebbero sostituire l'Evoluzione. A me vengono in mente solo tre alternative: 1) Il negazionismo bieco: non ne abbiamo la più pallida idea (ma l'evoluzione non ci piace e quindi la rifiutiamo) 2) Il Creazionismo classico, che sostiene che l'universo fu creato in sei giorni da Dio circa seimila anni fa 3) Il Disegno Intelligente, che sostiene che la vita è un fenomeno troppo complesso per essere sorto senza l'intervento di qualche intelligenza superiore. Di questo poi bisogna anche escludere le versioni che ammettono la possibilità che la vita, una volta creata, possa poi evolvere e mutare (cosicché noi essere umani resteremmo comunque cugini primi degli altri primati). Ebbene, nessuna di queste "spiegazioni" sa rendere conto del fatto che le diverse specie animali e vegetali esistono, a meno di richiedere qualche forma di intervento soprannaturale, con buona pace di quello che ci dicono non solo i biologi, ma anche i chimici, i fisici, i geologi, eccetera. Non sarebbe allora molto più dignitoso e produttivo sul piano culturale astenersi dall'inseguire le chimere ideologiche e concentrarsi invece su quei temi dove il laicismo è effettivamente debole?

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