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Per il signor Pasquale

29 Luglio 2008 alle 18:30

La ringrazio per l'attenzione prestata al mio commento ma confesso, per miei limiti beninteso, di non capire del tutto il senso della sua domanda. Concordiamo senz'altro sul fatto che il linguaggio sia una convenzione. La comunicazione però non passa solo attraverso il linguaggio scitto o parlato ed in tal senso non costituisce una prerogativa umana. In natura funzione analoga alla parola è svolta dai suoni, dai gesti , dai colori, dagli odori. Dunque l'esigenza di comunicare pervade l'intero creato ed immagino sia in ultima analisi riconducibile all'istinto di sopravvivenza. Ora, niente di male se qualcuno intenda tutto ciò come il frutto di un disegno intelligente e non come il portato di uno stolido e ripetitivo meccanismo evoluzionistico. Ma il punto è: può considerarsi un'opinione più vera dell'altra? Il relativismo non impone di rinunciare alle proprie convinzioni, nè di abbandonare il tentativo di persuadere altri; semplicemente impedisce di imporre un credo a quanti non lo condividono. Questo sarebbe il pensiero debole? Ed è invece forte quel pensiero che nella realtà si manifesta con atti arroganti prevaricatori e violenti? (perchè non mi pare che la storia registri esempi diversi) Suona paradossale, mi sembra. Un'ultima considerazione. Che il relativismo conduca al nichilismo è discutibile o meglio è un'affermazione vera basata sulla erronea premessa che esso equivalga a credere in nulla. Personalmente posso valutare negativamente l'omosessualità (credere che sia peccato, credere che sia innaturale, credere che sia male) ma questo non deve impedirmi di riconoscere l'origine convenzionale (quindi relativa a quella società in quel particolare momento storico) della norma morale che la proscrive. (Gli esempi naturalmente possono essere moltiplicati) Su quali basi si dovrebbe allora ad altri imporre la propria verità, in particolare quando quella altrui non incide minimamente sulla libertà della propria condotta? Se è una questione di coscienza, che ognuno decida con la propria perchè è ad essa che siamo chiamati a rispondere.

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