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Ruini, il Grande

21 Luglio 2008 alle 21:05

Preziosa l’intervista di Burini al Cardinale. Restando in attesa che ce lo spieghino i politici o gli economisti dove va il mondo, per ora ci pensa Ruini. L’intervento trovo che sia abbastanza concatenato, e lo condivido al 100% . In sostanza il Cardinale sostiene che: 1. oggi c’è un problema, enorme, l’individualismo tecnologico, quello che produce le file per l’iPhone e nel contempo il disinteresse per la campagna elettorale di Ferrara o per Eluana, o il mondo chimico della C.E.R.A di Riccò al Tour de France per intenderci. 2. il problema è aiutato da una specie di “doping” , la cultura pubblico-mediatica, la quale ha un ruolo determinante. Si dovrebbe innestare a questo livello il bell’articolo di Freccero di martedì. Perché la tv ne ha di responsabilità. Per vincere la sfida radicale di Nietzsche, tramite non più l’ateismo comunista, ma l’individualismo tecnologico “dopato” dalla cultura pubblico-mediatica, serve un’etica forte. Perché si giunga ad un’etica forte, Ruini spiega che 1. l’uomo si deve chiedere il senso delle cose ponendosi di fronte a Dio, magari finendo per non crederci, ma deve assolutamente cercare la verità, senza scorciatoie, anche intraprendendo “percorsi nuovi”, e la sfida lanciata da Mancuso anche sulle pagine di questo giornale è la più interessante; Ruini questo lo riconosce, accetta cioè il confronto e con esso le critiche, è evidente; 2. la Chiesa deve alzare la voce in modo tale che anche i laici si sveglino, visto che i teologi studiano in silenzio, i laici cattolici praticano in silenzio, se non parla la Chiesa chi parla? Se parla o predica sottovoce, quasi vergognandosi, a che serve? “A partire dalla propria identità si può fare qualcosa di utile e fecondo per gli altri, altrimenti si seguono strade che già altri percorrono”. Vale tanto per la Chiesa quanto per l’uomo. La Chiesa dà l’idea di aver finalmente capito la propria identità. L’uomo no. Soprattutto se si distacca da Dio. Se lo cancella o se ne vergogna, quasi come i diciottenni che si vergognano di fare un giro con papà. Non a caso Ruini conclude dicendo che ha in programma uno studio specifico su l’uomo di oggi di fronte a Dio. Spero che dopo o durante lo studio abbia l’opportunità di discuterne con Mancuso e Ferrara. Credo che anche al grande Ruini possa essere utile tale confronto. Anzi, ne sono certo.

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