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Il Bene, il Male e l'opinione

17 Luglio 2008 alle 19:30

Il caso Eluana e i numerosissimi interventi che provoca scoprono uno dei problemi più drammatici della nostra società: non esiste più un patrimonio etico comune. Ognuno dice la sua, secondo il principio che “quel che mi appare è giusto”. Ma una idea comune di Bene e di Male è un fondamento imprescindibile per una comunità. Su temi come la vita e la morte, cosa sia Bene e cosa sia Male era qualche cosa che si riteneva chiaro a tutti, fino a qualche decennio fa. Il Bene, dai tempi di Platone, era considerato qualche cosa di vero, di reale, che la Ragione poteva identificare in modo univoco, e che era studiato da esperti, così come la medicina o l’astronomia. Il presupposto, il postulato che reggeva il tutto, era l’origine metafisica del Bene. Il fondamento in Dio dava non solo realtà scientifica all’Etica, ma anche un modo certo di procedere nell’identificarne i principi. La soppressione dei principi metafisici ha trasformato l’Etica da scienza (Episteme) in opinione (Doxa), dove ognuno può dire la sua come meglio gli pare. La Ragione di ogni singolo è divenuta metro dell’Etica, ma la Ragione senza postulati non costruisce neppure la Geometria, la più certa delle scienze. Ogni principio può essere distrutto dalla dialettica di una ragione libera da principi fondanti. Ciascuno può dire: secondo me… Provi qualche laico a spiegarci razionalmente, prescindendo dalla metafisica, perché dobbiamo rispettare la Libertà altrui e la realtà dei Diritti naturali dell’uomo. Al di là dell’utilitarismo puro (perché ci è utile) non vanno. Ma l’utilitarismo è facilmente piegato dalla ragione del singolo a difesa del proprio bene, non dell’altrui. Concludendo, una società che non riesce ad esprimere un principio etico condiviso, si sta distruggendo dal suo interno.

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