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Meritocrazia

16 Giugno 2008 alle 14:00

Si comincia bene, con la proposta di abolire i concorsi. C'è bisogno ricordare a Gelmini e Giavazzi che nei Paesi dove la scuola funziona e gli insegnanti hanno un ruolo sociale riconosciuto i concorsi ci sono eccome, e sono duri? In Francia, ad esempio, il concorso di agrégation per le scuole secondarie richiede tre prove scritte e tre prove orali, su un programma tostissimo, da sostenere davanti ad una commissione che include anche docenti universitari. Gli inetti, semplicemente, non passano. I meritevoli, prima o poi, passano, e a quel punto si trovano nella condizione di dirigere gli studenti con autorevolezza e di meritare bene il loro stipendio, da funzionari dello Stato e non da ostaggi del dirigente scolastico di turno (e tanto meno dei capricci di famiglie e genitori, cioè di persone per lo più abissalmente incompetenti).

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