Raccontare la pandemia coi disegni dei bambini. Inviateli al Foglio

Claudio Cerasa

Nei disegni dei nostri figli c’è un pezzo di pandemia che forse varrebbe la pena raccontare attraverso i loro sguardi e i loro colori

Al direttore - Il Censis ha certificato che ci sono ancora in giro italiani che credono che la Terra sia piatta e che il Covid non esista e per quanto pochi possano essere, è comunque roba difficile da digerire. Già impegnato in una difficile digestione mi casca l’occhio sulle foto dell’istallazione del Babbo Natale di Modena; si nota subito che con la candida barba e il cappello rosso d’ordinanza, il Babbo indossa anche un bel tutù. Come è noto, l’espressione artistica è libera e immaginifica, però poi non bisogna stupirsi se i bambini di quelle parti confondono i tortellini con i cappelletti e lo zampone con il cotechino o peggio credono che l’aceto balsamico sia un deodorante per auto.
Valerio Gironi

 

A proposito di bambini e a proposito di espressioni artistiche. Chiunque abbia a che fare ogni giorno con bambini desiderosi di disegnare il mondo intorno a loro non avrà potuto fare a meno di notare che da più di un anno, quasi due, il protagonista dei disegni dei nostri figli, dei nostri nipoti e dei figli dei nostri amici è una pallina di colore verde con tanti tubicini attorno. Quella pallina è lì che riempie i loro pensieri, ostruisce i loro sogni, determina il loro presente. Nei disegni dei nostri figli c’è un pezzo di pandemia che forse varrebbe la pena raccontare attraverso i loro sguardi e i loro colori.Noi proveremo a farlo e a raccontarlo con i disegni dei vostri figli. Inviateceli qui, con il nome dell’autore: [email protected]. Grazie.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.