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Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimana

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale

19 Luglio 2019 alle 20:03

Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimana

Antonio Ligabue

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale. Ecco che cosa trovate in edicola (e potete scaricare qui dalle 11 di venerdì)


  

Il Soros di Russia. L’ideologia conta più dei rubli. Chi è Malofeev, l’oligarca russo diventato anche in Italia nodo centrale del soft-power putiniano - di Pasquale Annicchino

   

Come si diventa un mostro. La politica delle emozioni non funziona contro Trump, e il caso del giudice Kavanaugh lo dimostra - di Mattia Ferraresi

 

L'eco delle Frattocchie verdiChe cosa resta della “formazione” leghista a Radio Padania (e alla Padania), tra Salvini e Savoini - di Marianna Rizzini

   

L'ultima imperatrice. Dagli involtini al Premio Strega. Con un ristorante è diventata l’influencer più famosa dell’Esquilino. La Cina secondo Sonia Hang - di Michele Masneri

Dalla Luna fino a Marte. C’è libertà nelle vie dell’universo. Cinquant’anni dalla grande impresa. Simonetta Di Pippo, capo dell’Agenzia dell’Onu per gli affari dello spazio extra atmosferico, ci svela il luogo in cui il multilateralismo ha ancora un valore.
Consigli per conoscere meglio la terra e proteggerla - di Giulia Pompili

 

Il giallo del poetaUn diario costruito per non morire. E’ questa la burla della gloria postuma di Eugenio Montale a cui nessuno credeva - di Giuseppe Marcenaro

  

E il mago si è fatto uomo. Dal romanzo di formazione al fantasy. Harry Potter, l’amato protagonista dei libri di J. K. Rowling, è cresciuto con i suoi lettori e ha inaugurato un nuovo genere letterario - di Amelia Cartia

 

Cantagiro triste. Quest’anno le canzoni dell’estate hanno voglia d’inverno, schifano la Polinesia, ci spediscono a Bari invece che a Bali - di Simonetta Sciandivasci

  

La scomparsa del bello. L’irritante dogma dell’indifferenza estetica condiziona il mercato dell’arte, che si è piegato al business, agli influencer e alle avanguardie che diventano arte del sacrilegio. Meglio tenersi alla larga - di Ugo Nespolo

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