Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimana

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale. Ecco che cosa trovate in edicola (e potete scaricarlo anche qui dalle 23 di venerdì). 

 


 

Appunti per il dopo (virus). Non voglio un mondo nuovo, rivoglio indietro quello vecchio. Ferito desolato convalescente, da piangere e da festeggiare. L’allegria vacillante e l’istante che fiammeggia. La tracotanza della libertà - di Annalena Benini

 

Il mondo che verrà. Che ne sarà dell’Europa, della finanza, della Cina, della guerra dei dazi, e della grande America. Come la pandemia cambierà la geopolitica - di Stefano Cingolani

 

Lo smarrimento di Trump. L’epidemia segna il collasso di una leadership americana malata. Nel vuoto, altri volti emergono - di Mattia Ferraresi

 

Oltre il dramma del male. La debolezza della società è la fragilità delle appartenenze. Ci convince che la libertà sia assenza di legami. Rileggendo “Delitto e Castigo” - di monsignor Angelo Scola

 

La nostalgia di Dio. Non solo il dibattito sulle chiese aperte o chiuse. Come si può vivere la fede ai tempi della pandemia - di Matteo Matzuzzi

 

Una splendida quarantena/2 - Giorno dopo giorno si affloscia la retorica del balcone. Prendiamo lo Xanax oggi per abbracciarci più forte domani, direbbe Conte. Questo “nuovo modello italiano”, un po’ cinese, un po’ Alberto Sordi, è l’Italia che piace molto all’estero. E’ l’amica virale! - di Michele Masneri e Andrea Minuz

 

Catalogo dei nuovi sentimenti. Sta cambiando il nostro senso del tempo, della distanza, della nostalgia. Fidarci è l’unica cosa che ci resta - di Simonetta Sciandivasci

 

Nonno sarai tu. “Abbiamo fatto la guerra!”. Una generazione incontenibile, che non ferma nemmeno un’epidemia. E guai a definirli a rischio - di Fabiana Giacomotti

 

La peste di Macondo. La quarantena che costringe l’uomo a fare i conti con la propria identità e con la memoria. Come in “Cent’anni di solitudine” di García Márquez - di Nicola Fano

 

Nuovo Cinema Mancuso, edizione speciale: la selezione di Mariarosa Mancuso dei film da vedere restando a casa

 

In morte del romanzo. “Il declino occidentale si vede dalla crisi letteraria. Si sfornano libri, ma nessuno crede più nella cultura che li ha prodotti. Il Gattopardo è l’ultima cosa importante”. Intervista al critico americano Joseph Bottum  - di Giulio Meotti

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