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Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimana

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale

14 Giugno 2019 alle 19:18

Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimana

Come tutti i weekend nel giornale ci sono dodici pagine di inserto culturale. Ecco che cosa trovate in edicola (e potete scaricare qui dalle 23 di venerdì). 

 


 

E’ la scena che segna il solco - Dal barcone di Gad Lerner ai tavoli di legno fino agli sgabelli di plexiglass della Berlinguer,
la scenografia nei talk-show è simbolo, feticcio e celebrazione della scomodità de’ sinistra - di Andrea Minuz

  

I nostri Train de vie – Moltiplicazione di classi. Nuovi bipolarismi culturali. I treni veloci hanno cambiato l’Italia come Mike Bongiorno. Una fenomenologia – di Michele Masneri

   

Il direttore tedesco – La carta ha un futuro. La Zeit di Giovanni di Lorenzo è il simbolo di un nuovo europeismo. Una chiacchierata – di Paola Peduzzi

 

Il signor no - Lessico famigliare di Alberto Bagnai, l’antieuropeista che la Lega vorrebbe vedere ministro per la Ue - di Marianna Rizzini

 

Il minibot salvatutti -Come un rabdomante alla ricerca dell’acqua, Salvini s’aggira alla ricerca dei soldi che non ci sono. E mette le mani nelle tasche degli italiani - di Stefano Cingolani

 

I libri come i fantasmi tornano a raccontarci la nostra storia - Il mondo è pieno di racconti sparpagliati a terra,
che non sono proprietà di nessuno. Chiunque può impadronirsene a suo piacimento e farne quello che vuole. E’ nel teatro il principio di tutto - di Philippe Forest

 

Riecco il museo - Tra aperitivi e sinestesie modaiole il direttore Bellenger ha trasformato Capodimonte in un luogo vivo senza svilirlo. Ora il suo modello rischia - di Fabiana Giacomotti

 

Quei carnefici così moderni - Erano dei luminari dell’anatomia. Usarono le vittime del nazismo per fare ricerca. Non nei lager, ma in aula - di Giulio Meotti

 

Fuoco sacro - Un pianeta precipita sulla Terra e la distrugge. E’ l’idea distopica della Russia di “Chovanšcina”, fra proteste e lamenti e nessuna redenzione - di Jacopo Pellegrini

 

Nuovo Cinema Mancuso, una pagina con le recensioni di Mariarosa Mancuso delle ultime uscite nelle sale.

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