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Enrico Malato,
(un altro) immenso Dante

In attesa del Settecentenario della morte del Poeta, Salerno Editrice ci regala una grande emozione. Due libri in un prezioso cofanetto: “La Divina Commedia” e un “Dizionario”. Il noto filologo, al lavoro per una nuova elaborazione, indica le variazioni rispetto al testo Petrocchi e spiega come si procede in vista dell’edizione maggiore prevista per il 2021

Davide D'Alessandro

Email:

filosofeggiodunquesono@gmail.com

25 Ottobre 2018 alle 21:56

Enrico Malato,(un altro) immenso Dante

Il Prof. Enrico Malato con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Il 20 settembre scorso ho avuto una grande emozione. Davanti a me il nuovo “Diamante” della Salerno Editrice. Grande emozione per come il capolavoro per eccellenza, La Divina Commedia, abbia trovato la sua forma e restituito la sua incomparabile bellezza all’interno di un cofanetto elegantissimo. Due libri rossi con fine dicitura in oro. In uno Inferno, Purgatorio e Paradiso, nell’altro un Dizionario della Divina Commedia, che inizia con ab e termina con zuffa, “con li occhi e col naso facea zuffa”, una enciclopedia dantesca  con tutti i riferimenti ai personaggi inimitabili, ai luoghi, agli accenti mitologici, storici e astronomici. Un’opera straordinaria che sta nel palmo della mano, “il più bel libro della letteratura mondiale” ha detto Borges che, non soddisfatto, ha aggiunto: “La Commedia è un libro che tutti dobbiamo leggere. Non farlo significa privarci del dono più grande che la letteratura possa offrirci”.

La Commedia, ha ragione Borges, va letta, ma anche riletta. Come ha fatto chissà quante volte, con infinita umiltà, il professor Enrico Malato che, in un altro testo, Per una nuova edizione commentata della Divina Commedia, spiega i criteri seguiti per questa nuova elaborazione, indicando le variazioni rispetto al testo Petrocchi, nel dettato e nell’interpunzione, per una nuova leggibilità del poema. Per fare un esempio di intervento meticoloso e raffinato sul testo, seguiamo Malato nel II Canto dell’Inferno 25-27: “Per quest’andata, onde li dai tu vanto, intese cose che furon cagione di sua vittoria e del papale ammanto”. Notate la virgola dopo andata. Spiega Malato: “La virgola dopo andata consente di isolare l’inciso, dando maggiore linearità al discorso principale: ‘per (effetto di) questa andata […] intese cose […]’: mentre la virgola solo alla fine del verso spezza la continuità della frase; che resterebbe ugualmente turbata dalla completa eliminazione delle virgole”.

Altro esempio? Siamo sempre nel II Canto dell’Inferno, 112-13: “venni qua giù del mio beato scanno, fidandomi nel tuo parlare onesto,”. Notate il nel. Annota Malato: «Ben rappresentata nella tradizione manoscritta, già presente in Tommaseo e nella’21, ripresa da Casella, riconosciuta come possibile, benché scartata, da Petrocchi, la variante nel si raccomanda perché, come ancora Petrocchi ricorda, “il Tommaseo Dizionario pone in rilievo, citando questo passo e un verso del Petrarca, che ‘fidarsi coll’in, può talvolta dire più che coll’a’, e a sua volta ‘coll’a, per solito, dice più che col di’ ”. In realtà, al di là di altre occorrenze scorse dall’Editore, sostanzialmente poco indicative, qui la valenza sembra essere non tanto “fidarsi di”, quanto ‘confidare in’. Il passaggio a del si può spiegare, oltre che come ordinaria banalizzazione, con l’eco di del del verso precedente».

Enrico Malato, professore emerito di Letteratura italiana nell’Università di Napoli Federico II, filologo, critico letterario e storico della letteratura, è presidente della Commissione scientifica preposta all’Edizione Nazionale dei Commenti danteschi e coordinatore della «Nuova edizione commentata delle Opere di Dante (NECOD)» promossa dal Centro "Pio Rajna". Tale, certosino lavoro è da considerarsi un aperitivo in attesa del succulento pasto. È lo stesso Malato a precisare: “La Divina Commedia (vol. VI della serie), affidata alle cure del sottoscritto, è in avanzata preparazione e ne è prevista la pubblicazione entro il settembre 2021, in coincidenza con il Settecentenario della morte di Dante. Negli anni passati sono state date varie notizie del lavoro in corso, con anticipazione di qualche ‘scheda’, che qui ritorna, ma in forma non meramente ripetitiva. Ora, mentre prosegue l’allestimento della editio maior, articolata in 5 tomi, si è deciso di far precedere questa da una editio minor”. L’editio minor è quella che ha già procurato la grande emozione. Siamo in alta montagna, dove osano spiriti liberi e inquieti, siamo sulla vetta più alta della poesia mondiale. Non è vero che nel 2021 ricorre il Settecentenario della morte di Dante. Questi lavori dimostrano che Dante vive, che la sua opera è immortale. E, con la sua opera, resta immortale chi l’ha vergata. Aspettiamo, ovviamente, anche l’editio maior, ma Salerno Editrice ha già messo a disposizione, degli specialisti e di chi specialista non lo è affatto, una grande emozione da condividere. Mentre chiudo queste pagine sono dentro quelle del Dizionario, a pagina 45, alla voce amore. Non voglio rubarvi l’emozione. Andate a leggerla. È un amore.

 

 

 

Davide D'Alessandro

Davide D'Alessandro

Saggista e consulente filosofico. Scrivo libri (i più recenti: Intervista a Machiavelli, con Antonio De Simone, La vita del potere, Potere & Morte. Le matite di Canetti, Morlacchi Editore), scrivo sui libri, sui loro autori, per interpretare e trasformare. Filosofeggio dunque sono.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    26 Ottobre 2018 - 14:02

    siamo sicuri che ai tempi di Dante si usassero le virgole per gli incisi?

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  • riflessivo

    26 Ottobre 2018 - 10:10

    Bellissima questa sua presentazione della nuova edizione del capolavoro di Dante, l'accompagnamento, poi, di un dizionario dei termini danteschi è un'idea ottima per facilitare la comprensione degli immortali versi del poeta. La comprerò e leggerò con vera gioia il più presto possibile ed inoltre condividerò questo suo articolo, e non è il solo, su Facebook. Un caro saluto.

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