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Tra Amedeo Goria e Paola Ferrari, quanto è dura guardare Euro 2016 sulla Rai

I collegamenti dalla Francia in uno sgabuzzino dalla scenografia che forse neanche userebbero in una tv locale dell’Abkhazia, le domande degli spettatori, i teatrini sportivi, le interviste degli inviati. Tutto il peggio dell'Europeo sulla rete di stato.
Mahatma

13 Giugno 2016 alle 13:31

Tra Amedeo Goria e Paola Ferrari, quanto è dura guardare Euro 2016 sulla Rai

Marco Mazzocchi (foto LaPresse)

Il neodirettore di Raisport, Gabriele Romagnoli, mi aveva messo di buon umore. In primo luogo perché aveva mandato a quel paese i suoi redattori durante un’assemblea di redazione – e naturalmente aveva fatto bene – poi perché tra le sue prime mosse c’era stata quella di azzerare Varriale e i suoi programmi che da decenni dominano il palinsesto sportivo della tv di stato. Perdonata a Romagnoli la cavolata della “narrazione”, cioè il voler imitare Buffa di Sky quando il meglio che hai è la prosa d’un Saverio Montingelli, mi sono messo per una mezza sera a guardare mamma Rai.

 

Ero collegato naturalmente su SkySport 1, con il salotto pre partita condotto da Marco Cattaneo. Lì c’era Billy Costacurta a parlare di calcio e il monumentale Paolo Condò. Decido di cambiare canale, di tentare l’azzardo, di andare su Raiuno. Mi ritrovo con Paola Ferrari che sembrava l’estasi di Santa Teresa tanto era illuminata e Marco Mazzocchi. Seduti vicini vicini su due precari sgabelli, in uno sgabuzzino dalla scenografia che forse neanche userebbero in una tv locale dell’Abkhazia. Mi si è mosso qualcosa dentro e ho pensato che la rivoluzione forse non toccava lo studiolo del pre e post partita. Così, costretto da parentame vario over 70 sprovvisto di Sky, ieri ho riprovato a guardare la Rai. Un’immagine plastica che non scorderò mai più: in collegamento dal ritiro degli Azzurri, ecco Amedeo Goria con a fianco il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, con addosso una maglietta maniche corte dell’Italia super attillata che lo rendeva molto portaborracce da campo di periferia. La cosa peggiore è il Goria che lo trattava come fosse il Re Sole, con domande e inchini da Ancien Régime.

 

Alle 7 (di sera) c’è l’attesissima rubrica per i giovani, cioè per quelli che secondo la Rai usano i social network. Si chiama #chiediloagianni, dove il Gianni in questione è il bravo Cerqueti, telecronista. Due esempi di domande arrivate a #gianni: “E’ giusto che nel calcio vince sempre il più forte?”. E ancora, “Secondo te Mudingayi in carriera è stato penalizzato dal bagaglio a mano che doveva portarsi appresso?” La sera, poi, uno show da Mondiali Italia 1990 con Insinna e vari ospiti, tra cui Arrigo Sacchi in posa rigida (e in prestito da Mediaset!), Balzaretti e tanti altri. Non volevo crederci, ero pronto a perdonare tutto e dare fiducia. Fino a quando non mi sono imbattuto nel sondaggio di Raisport: “Secondo voi, i disordini di Marsiglia erano prevedibili?”.

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