Non si lascia la “patria” agli estremisti

Iniziare la lotta contro l’AfD anche suonando l’inno a scuola. Il caso in Baviera

19 MAG 26
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Michael Nguyen/NurPhoto via Getty Images

Troppo nazionalismo. Anzi, troppo poco. A far ripartire un dibattito senza fine in Germania è stato il recente annuncio della ministra dell’Istruzione della Baviera, la signora Anna Stolz dei Liberi Elettori al governo assieme ai cristiano sociali bavaresi (Csu), sull’obbligo per le scuole a partire dall’anno scolastico 2026/27 di far suonare non uno ma ben due inni “nazionali”. In occasione della cerimonia per la consegna dei diplomi di maturità prima deve essere suonato l’inno bavarese – Dio sia con te, Terra di Baviera, suolo tedesco, Patria! Sulle tue ampie regioni si poggi la Sua benedetta mano! – e a seguire, le scuole sono libere di scegliere, quello della Germania oppure l’inno dell’Europa dalla Nona sinfonia di Beethoven. Apriti cielo. Dal secondo dopoguerra mettere l’accento sui simboli della nazione è molto mal visto dai tedeschi, educati a un sillogismo del tipo patriottismo uguale nazionalismo uguale nazionalsocialismo. Lo stesso uso dello stendardo nero rosso oro durante le partite di calcio è stato sdoganato solo in occasione dei Mondiali del 2006 (ospitati dalla Germania e vinti dall’Italia); ma ancora in occasione degli Europei del 2024 (anche quelli ospitati dalla Germania) sulla stampa c’era chi si chiedeva se lo sventolio non fosse eccessivo. Oggi sul banco degli imputati ci sono una volta ancora i bavaresi, i tedeschi più intrisi di patriottismo. Era stato l’allora leader della Csu, Horst Seehofer, arrivato nel 2018 al Viminale tedesco, a fare aggiungere la dicitura “della Patria e della Casa” al nome ufficiale del ministero federale degli Interni, portando a Berlino un linguaggio già sviluppato a Monaco. Le reazioni dei tedeschi alla proposta dell’inno hanno scatenato politici, filosofi e pedagoghi ma il dualismo non è stato superato. Metà dei tedeschi hanno fischiato l’idea degli inni a scuola accusando la Csu di scimmiottare tristemente l’ultranazionalismo sovranista dell’AfD. L’altra metà crede che lasciare tutti simboli della patria nelle mani dell’ultradestra sia sbagliato e controproducente.