Un anno di Merz in Germania fra tagli al welfare e l’ombra dell’Afd

Il cancelliere tedesco arriva al primo anniversario di governo con una coalizione sempre più divisa. La Cdu teme l’effetto “semaforo 2.0”, mentre il voto di settembre in Sassonia-Anhalt può trasformarsi in un test decisivo sulla tenuta della maggioranza

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7 MAY 26
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (foto Ansa)

Berlino. Primo compleanno amaro per Friedrich Merz. Le analisi della stampa sui primi 365 giorni del suo governo sono impietose: consenso ai minimi, risultati scarsi e una coalizione litigiosa. Usando sole quattro parole – “attenzione al semaforo 2.0” – il premier regionale della Sassonia-Anhalt, Sven Schulze, ha fotografato tutte le difficoltà della maggioranza nero-rossa che sostiene Merz al Bundestag. Il “semaforo” a cui Schulze fa riferimento è il soprannome dell’alleanza rosso-verde-gialla che ha portato in pochi mesi l’ex cancelliere Olaf Scholz ad arenarsi, obbligando la Germania alle elezioni anticipate nel cuore dell’inverno (era il febbraio 2025), dalle quali è poi nato il governo Merz. L’analisi di Schulze lascerebbe anche il tempo che trova se non fosse che lui non è un avversario politico del cancelliere ma un esponente della Cdu e che proprio in Sassonia-Anhalt potrebbe presto essere decretata la fine della corsa del governo oggi al potere.
Nel Land orientale con capitale Magdeburgo i cittadini andranno al voto il 6 settembre e, sondaggi alla mano, i cristiani democratici sembrano destinati a crollare sotto una nuova spallata dei sovranisti. Secondo l’ultima rilevazione, l’AfD dovrebbe raccogliere il 38 per cento dei consensi mentre la Cdu solo il 25 per cento, ai quali si potrebbero aggiungere il 6 per cento della Spd e il 4 per cento dei Verdi. Anche sommati, i tre partiti non eguaglierebbero il risultato della destra nazionalista, xenofoba e filorussa. In un paese da oltre 84 milioni di abitanti uno scossone, seppur forte, in una regione con 2 milioni di residenti e un’economia non proprio sfolgorante non dovrebbe far crollare il governo. Il problema di Merz è che la sua maggioranza è già spompata da un pezzo: un tonfo a Magdeburgo potrebbe essere riassorbito soltanto a fronte di una ripresa economica degna di questo nome oppure grazie alla realizzazione di riforme condivise dai tedeschi.
Oggi però va in scena l’esatto contrario. Complice il costo crescente dell’energia, la Germania fatica mentre le spese per la difesa aumentano rapidamente. In queste settimane il gabinetto Merz-Klingbeil ha cercato di riequilibrare con nuovi tagli sul welfare. Nei 38 miliardi disegnati dal governo c’è la fine della copertura assicurativa sanitaria gratuita per i coniugi non contribuenti, chiamati da domani a versare almeno il 2,5 per cento di quanto versa la moglie o il marito, pena la perdita della copertura. Le compagnie pubbliche di assicurazione sanitaria non pagheranno più gli screening preventivi per il cancro della pelle né rimborseranno i trattamenti omeopatici, le indennità di malattia diminuiranno – va qui ricordato che i tedeschi si ammalano in media per 14 giorni l’anno, un record in Europa – mentre alcuni ticket sono destinati a salire. Previsto anche un aumento delle contribuzioni per i redditi superiori a 100 mila euro.
Per fare cassa, poi, la maggioranza sta mettendo in cantiere una tassa sulle bevande zuccherate sul modello della sugar tax britannica. Misure non draconiane ma non certo destinate ad aumentare la popolarità del cancelliere né, d’altro canto, capaci di imprimere all’economia tedesca una scossa. A rovinare il primo compleanno di Merz da cancelliere ha anche contribuito il suo alleato, il leader socialdemocratico e vicecancelliere federale con delega alle Finanze, Lars Klingbeil. Davanti alle richieste insistenti del capo del governo di aprire a più compromessi, Klingbeil ha detto basta. La Spd “sa quale responsabilità ha per garantire che la coalizione sia stabile”. Allo stesso tempo non è disponibile ad altre misure “che farebbero perdere al partito la propria identità”. Diversa la sintesi di Christian von Stetten della Cdu, leader dell’influente circolo parlamentare delle Pmi, secondo cui i due partiti della maggioranza “approcciano le riforme in modo del tutto incompatibile”, per cui una maggioranza non c’è già più.
A rendere ancora più amaro il compleanno politico del cancelliere contribuisce anche il leader cristiano-sociale Markus Söder. Intervistato dalla Neue Zürcher Zeitung, il governatore della Baviera ha messo in guardia dal tornare al clima della Repubblica di Weimar. Quel regime crollò “non perché i radicali erano forti ma perché i democratici erano stanchi, apatici”. Maltrattato di recente anche da Donald Trump, neppure Merz è riuscito a farsi gli auguri da solo. In conferenza stampa una settimana fa a Berlino, gli hanno chiesto: “Cancelliere, ma il suo governo regge?”. Risposta: “Nessuno può garantire nulla”.