Palantir ha aiutato l’Ucraina, che ora ha costruito un sistema di dati suo, che supera l’originale

Il sistema Delta, sviluppato insieme alla Nato, ormai supera per prestazioni le capacità di raccolta del software Gotham che dal 2022 la società di Peter Thiel ha messo a disposizione di Kyiv.  Quattro anni di guerra ad alta intensità tecnologica producono competenze che nessun programma di addestramento virtuale può replicare

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13 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 02:28 PM | 14 MAY 26
Immagine di Palantir ha aiutato l’Ucraina, che ora ha costruito un sistema di dati suo, che supera l’originale
Ieri, dopo l’incontro con Alex Karp a Kyiv, il presidente Volodymyr Zelensky ha scritto che le due parti hanno discusso di “cooperazione tecnologica in ambito militare e civile”. La locuzione è, come di consuetudine, generica, ma Karp, in un’intervista, ha usato parole più precise: gli ucraini coinvolti hanno costruito “uno dei sistemi di targeting più importanti e adattivi del mondo”. Ha precisato di doversi muovere con cautela nel descrivere il ruolo esatto di Palantir, ma ha riconosciuto che l’azienda ha “un ruolo molto ampio in gran parte dell’acquisizione degli obiettivi” delle forze armate ucraine. Quel che conta, nella dichiarazione di Karp, è il soggetto della frase: gli ucraini hanno costruito. Un rovesciamento non banale, e condizionante.
La piattaforma Gotham, che Palantir ha messo a disposizione delle Forze armate ucraine fin dall’estate del 2022, aggrega infatti feed da fonti eterogenee (dalle immagini satellitari commerciali ai report dei sensori termici) assieme alle oltre 660 mila segnalazioni inviate da civili tramite il chatbot eEnemy, e li restituisce ai pianificatori militari sotto forma di un quadro operativo unificato da cui estrarre obiettivi in minuti anziché in giorni. Il successo dei sistemi Himars, associato spesso alla loro gittata, dipendeva in realtà dalla qualità e dalla velocità dei dati che li alimentavano: senza quella infrastruttura software, la precisione sarebbe rimasta teorica.
Ma l’Ucraina non si è limitata a adottare uno strumento americano. Ha costruito, in parallelo, un sistema proprio: Delta, sviluppato con l’assistenza della Nato e poi affinato attraverso anni di combattimenti reali. Secondo Lyuba Shipovich, una delle principali imprenditrici tech della difesa ucraina, questo sistema supera oggi le capacità di raccolta dati di Palantir. Quando alcuni ufficiali britannici, polacchi e olandesi hanno visto Delta all’opera, si sono stupiti: ciò che hanno visto superava le procedure dei propri eserciti, ancorate in larga misura a standard della Guerra Fredda. L’Ucraina ha insomma costruito qualcosa che i suoi alleati non avevano. Questo è il primo cambiamento strutturale che Palantir ha reso possibile, anche se indirettamente: l’infrastruttura americana ha fornito il contesto tecnico dentro cui gli ingegneri ucraini hanno imparato a muoversi, fino ad assorbirla e, in alcuni ambiti, a superarla. Quattro anni di guerra ad alta intensità tecnologica producono competenze che nessun programma di addestramento virtuale può replicare.
Il secondo cambiamento riguarda la posizione dell’Ucraina nell’ecosistema della difesa occidentale. A gennaio 2026, con il lancio del Brave1 Dataroom (costruito sull’infrastruttura Palantir e contenente dataset visivi e termici di migliaia di obiettivi aerei reali, Shahed in primo luogo), l’Ucraina ha smesso di essere un consumatore di modelli AI per diventare un produttore di dataset validati in combattimento. Le aziende di difesa ucraine accreditate possono addestrare i propri modelli su quella base; ma i documenti ufficiali del programma indicano esplicitamente che il Dataroom potrà diventare un canale per condividere algoritmi testati in battaglia con i partner internazionali dell’Ucraina. Il che significa che l’Ucraina è in posizione di esportare conoscenza militare che nessun altro membro Nato possiede, perché nessun altro ha intercettato 192 droni in una singola notte, per anni, ogni notte.
C’è infine un ultimo cambiamento, che è il più difficile da quantificare, ma probabilmente sarà anche il più duraturo. Riguarda il tipo di paese che l’Ucraina sarà quando il conflitto si stabilizzerà. Un paese che esce da una guerra con un’industria della difesa digitale consolidata, con ingegneri che hanno ottimizzato sistemi di targeting in condizioni reali e con un dataset bellico che non ha equivalenti al mondo, non è certo lo stesso paese che ha iniziato la guerra nel 2022. La ricostruzione economica ucraina che l’occidente discute in termini di infrastrutture fisiche potrebbe avere il suo centro di gravità reale altrove.
Nel 2025, il responsabile per il Regno Unito e l’Europa di Palantir ha definito l’Ucraina “il laboratorio di ricerca e sviluppo per l’AI in un contesto militare degli ultimi tre anni”, e ha aggiunto che non esiste “nessun sostituto per un campo di battaglia reale”. Non esistono sostituti per le competenze acquisite su un campo di battaglia reale. Palantir ha fornito l’infrastruttura. Gli ucraini hanno costruito sopra l’infrastruttura fornita qualcosa che ora stupisce persino gli stessi insegnanti.