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In Francia

La denuncia liberatoria di Bayrou contro l'egoismo dei boomer

Mauro Zanon

L’accusa del premier francese ai pensionati: "A pagare il vostro benessere sono i giovani". Queste esternazioni arrivano ora forse perchè non ha più nulla da perdere, sapendo già che l'8 settembre la maggioranza dell'Assemblea nazionale staccherà la spina al suo esecutivo

Parigi. Mercoledì mancavano pochi secondi alla fine del telegiornale delle venti di Tf1, quando il primo ministro francese, François Bayrou, ha attaccato i “boomer” – le persone nate tra il Dopoguerra e la metà degli anni Sessanta che hanno beneficiato della prosperità economica delle Trente Glorieuses – accusandoli di aver contribuito  all’esplosione del debito che costringerà la Francia nei prossimi anni a una cura di austerità e di non pensare alle ricadute di questa situazione sulle giovani generazioni. “Le prime vittime saranno i più giovani, che dovranno pagare il debito per tutta la vita”, ha affermato Bayrou, prima di aggiungere: “Tutto questo per il benessere dei boomer, che da questo punto di vista ritengono che tutto vada bene”. Il giorno dopo, durante il suo intervento a un incontro con gli imprenditori francesi, il primo ministro ha rincarato la dose: “Stiamo accettando che i giovani siano ridotti in schiavitù costringendoli, per decenni, a rimborsare i prestiti che sono stati decisi con leggerezza dalle generazioni precedenti”. Ieri, presente all’inaugurazione della fiera agricola di Châlons-en-Champagne, ha ribadito: “Il debito è la schiavitù dei giovani, è un vero problema per loro. Perché sono bloccati nel loro sviluppo, nel loro progetto di vita e nella loro carriera”.


“La demoralizzazione dei giovani – ha continuato Bayrou – è più grave di qualsiasi altra demoralizzazione del paese”. Le frasi del capo del governo, che il prossimo 8 settembre si gioca la sua sopravvivenza a Matignon – lunedì, durante una conferenza stampa, ha annunciato un voto di fiducia sulla sua proposta di manovra finanziaria, un piano di tagli da quasi 44 miliardi di euro – hanno fatto sobbalzare i boomer francesi, che hanno accusato Bayrou di essere lui stesso un boomer e di contribuire con le sue parole a dividere ulteriormente il paese, di alimentare uno scontro generazionale. “Con le sue dichiarazioni Bayrou si rivolge ai ‘Nicolas qui paye’ (Nicolas che paga, ndr), i figli della generazione dei boomer che non hanno le stesse condizioni di accesso al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro e gli stessi comfort dei loro genitori”, dice al Foglio François-Xavier Bourmaud, giornalista politico dell’Opinion. Nicolas incarna il francese della classe media pauperizzata che lavora e paga troppe tasse rispetto allo stile di vita che conduce e “Nicolas qui paye”, nel dibattito pubblico, è un’espressione utilizzata da diversi esponenti politici ed economisti liberali per criticare il modello sociale francese, diventato troppo pesante e dove a pagare sono sempre i soliti: a beneficio di “Chantal et Bernard”, altra espressione in voga, che designa in maniera caricaturale i pensionati perennemente in vacanza, tra crociere e grandi resort, grazie alle loro laute e intoccabili pensioni. I principali bersagli delle frasi del primo ministro, sottolinea Bourmaud, “sono proprio i pensionati” e dietro i pensionati “i loro risparmi”. 


Già a gennaio, nella sua dichiarazione di politica generale, il capo dell’esecutivo e leader dei centristi del MoDem aveva affermato che il sistema pensionistico francese presenta un deficit annuo di 55 miliardi di euro, che ha contribuito al “50 per cento” al debito totale accumulato da un decennio a questa parte. Mentre il costo delle pensioni annuali ammonta a circa 380 miliardi di euro, sottolineò Bayrou, i contributi di lavoratori e datori di lavoro coprono solo 325 miliardi, lasciando un divario significativo che deve essere urgentemente colmato. Una posizione ribadita giovedì dal capogruppo dei deputati MoDem all’Assemblea nazionale, Marc Fesneau. “Dei 1.000 miliardi di debiti accumulati nei due quinquenni di Macron, la metà è costituita dal deficit delle pensioni. Quindi, se si dice: ‘Non c’è alcun problema su questo argomento’, si nasconde metà del problema e si continua a negare la realtà”, ha dichiarato Fesneau. Sulla sua scia, il deputato MoDem Richard Ramos, che sempre su BfmTv ha sollevato il problema dei “50 anni trascorsi a fare debiti” per finanziare il “comfort” dei boomer.


Il paradosso è che i boomer presi di mira da Bayrou e dai suoi colleghi di partito sono anche gli elettori che hanno permesso al presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, di essere eletto per due mandati consecutivi. Lo scorso giugno, proprio il capo dello stato aveva escluso qualsiasi deindicizzazione delle pensioni dall’inflazione, nonostante lo sforzo di risparmio di oltre 40 miliardi di euro richiesto dall’esecutivo, pronunciando queste parole: “Il potere d’acquisto dei pensionati non è una variabile di aggiustamento”.  “E’ l’elettorato senza il quale non puoi vincere le presidenziali”, spiega Bourmaud, “perché è un elettorato piuttosto conservatore, che vota sempre per proteggere i propri risparmi ed è uno dei pochi elettorati che va sicuramente a votare. Sì, c’è un po’ di contraddizione”. Forse è anche perché  non ha più nulla da perdere, perché sa già che il prossimo 8 settembre la maggioranza dell’Assemblea nazionale staccherà la spina al suo esecutivo che Bayrou ha deciso di dire ai francesi una verità che per troppo tempo hanno fatto finta di non vedere. 

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