L'ex presidente americano

"Un attacco senza precedenti" alla democrazia, "nutrito dalle menzogne". Trump incriminato per il 6 gennaio

Paola Peduzzi

Oggi si presenterà in tribunale per la formalizzazione dei capi d'accusa di questo processo che si aprirà a Washington e in cui l'ex presidente è accusato di aver voluto sovvertire l'esito delle elezioni presidenziali del 2020, boicottando il trasferimento pacifico del potere e sapendo di mentire

L'ex presidente americano, Donald Trump, ha cercato di sovvertire l'esito delle elezioni presidenziali del 2020 – vinte da Joe Biden – per restare al potere, c'è scritto nel documento di 45 pagine in cui sono scritti i quattro capi d'accusa contestati a Trump e a sei suoi collaboratori.

Secondo l'incriminazione depositata dallo special prosecutor Jack Smith presso la Corte federale di Washington, Trump ha "cospirato per commettere una frode nei confronti degli Stati Uniti"; ha "ostacolato" un procedimento governativo ufficiale, cioè la certificazione del voto del 2020;  ha cospirato per privare le persone di un loro diritto civile, quello di avere i loro voti contati.

Trump non ha agito da solo nella sua cospirazione ai danni dell'America. Sono indicati anche sei collaboratori – tra cui Rudy Giuliani, avvocato personale, John Eastman, avvocato costituzionale che ha avuto l'idea di fare pressioni su Pence per boicottare la certificazione del voto, e Sidney Powell, l'avvocato che ha costruito la teoria di un hackeraggio internazionale delle macchine per votare – arruolati nello "sforzo criminale per ribaltare i risultati legittimi delle elezioni presidenziali del 2020 e mantenere il potere." Questo piano "illegale" si è articolato in cinque modi, tra cui l'organizzazione di una falsa lista di grandi elettori in sette stati in bilico  disposti a dire durante la certificazione del voto, che Biden aveva perso . I cospiratori hanno anche usato false accuse di frode elettorale per spingere i funzionari statali a "sovvertire i legittimi" risultati delle elezioni. e hanno cercato di usare "il potere e l'autorità" del dipartimento di Giustizia per condurre "finte indagini sui crimini elettorali" e alimentare bugie sulle elezioni. Hanno anche fatto pressioni sull'allora vicepresidente Mike Pence per ritardare la certificazione delle elezioni, il 6 gennaio 2021, cercando essenzialmente di arruolarlo nella cospirazione. Infine, secondo l'accusa, il sig. Trump e alcuni dei suoi co-cospiratori hanno alimentato la tensione durante la rivolta al Campidoglio il gen. 6, 2021. I co-cospiratori "hanno sfruttato l'interruzione raddoppiando gli sforzi per imporre false accuse di frode elettorale", ha detto l'accusa.

Il procuratore speciale Jack Smith si è presentato davanti ai giornalisti per la seconda volta da quando ha preso questo incarico. Smith ha descritto quel che è accaduto per le presidenziali del 2020 come un attacco alla democrazia, in quanto Trump ha boicottato una funzione fondamentale: il trasferimento del potere. Secondo Smith, i tentativi dell'ex presidente di rovesciare le elezioni sono andati ben oltre il suo diritto tutelato dal Primo emendamento di denunciare eventuali frodi elettorali. L'atto d'accusa descrive la determinazione di Trump a utilizzare i meccanismi dello stato - tra cui il suo dipartimento di Giustizia - per rimanere aggrappato al potere.

La cospirazione, ha detto Smith, è culminata il 6 gennaio con l'attacco al palazzo del Congresso. In quel momento, i cosiddetti falsi elettori, la pressione su Mike Pence e la rivolta al Campidoglio convergerono per ostacolare la funzione del Congresso nella ratifica dell'esito elettorale. Secondo Smith, Trump sapeva che le sue dichiarazioni sull'elezione rubata erano false, tutti i funzionari glielo dicevano, ma lui continuava a ripeterle: stabilire che Trump sapeva di mentire potrebbe essere molto importante, come dimostra il fatto che un avvocato dell'ex presidente ha già detto che una linea di difesa è: Trump credeva veramente di essere stato truffato dalla rielezione.

Trump potrebbe essere processato il prossimo anno in tre o quattro diversi casi, non si sa quale effetto potrebbe avere sulle sue prospettive elettorali se dovesse essere lui, come oggi sembra possibile, il candidato repubblicano che sfiderà di nuovo Biden. Dopo quattro mesi dalla prima incriminazione ad aprile, le accuse finora sembrano non avere altro che un vantaggio politico. Oggi Trump si presenterà in tribunale – presieduto da Tanya Chutkan, giudice nominata nel 2014 da Barack Obama – per la formalizzazione delle accuse: tra tutti, questo è il processo politicamente più rilevante, perché la forza dell'ex presidente nel suo partito e nel suo elettorato nasce proprio dall'aver trasformato l'assalto del 6 gennaio nel mito fondativo del post trumpismo, quello per cui il secondo mandato è stato rubato dai brogli e bisogna riconquistarlo con qualsiasi mezzo nel 2024. Il Partito repubblicano, in una sua parte consistente, non ha mai preso le distanze da questa cospirazione e Trump ha subito commentato: mi attaccano, ma nel 2024 vinceremo.

 

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  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi