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I mille volti dell’europeismo francese

Sì: il partito di Macron ha perso i ballottaggi. Ma la vittoria dei Verdi e il mancato ritorno di un bipolarismo destra-sinistra più classico offrono qualche speranza sul futuro. I guai ci sono ma l’ambizione è quella giusta e avversari solidi non si vedono

29 Giugno 2020 alle 21:13

I mille volti dell’europeismo francese

Emmanuel Macron (foto LaPresse)

Macron ha perso il secondo turno delle elezioni municipali, con il 60 per cento di astensionismo dovuto in parte alla crisi sanitaria e sociale e in parte alla disaffezione politica, il dégagisme, il “tutti a casa”, che ha colpito in particolare La Rèpublique En Marche (Lrem), il partito del presidente che ha appena tre anni di vita come terza forza né di destra né di sinistra o di destra e di sinistra. Non sembra ci sia stato un ritorno alla...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • kriszt49

    30 Giugno 2020 - 20:13

    Una sconfitta con il 60 per cento di astensionismo ci sta. L'esplosione dei Verdi, dei partiti ecologisti poi, in tempi di una pandemia globale dovuta al Covid-19 killer è del tutto normale e prevedibile. Secondo alcuni scienziati il virus ha colpito o colpisce ancora in aree ad alto tasso di inquinamento e di densità della popolazione. Di conseguenza, la gente corre in massa a votare green nella speranza di poter rendere l'ambiente più vivibile. Io penso, che Macron e il suo En Marche c'entrino poco in questa tornata elettorale. kriszt49

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  • Cacciapuoti

    30 Giugno 2020 - 09:03

    divagazioni

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