Puigdemont chiede due mesi di negoziati. E continua la partita a scacchi con Rajoy

Il presidente catalano risponde, con una lettera, all'ultimatum del premier spagnolo: “L'intenzione del mio governo è cercare in tutti i modi la via del dialogo”. Ma Madrid ribadisce: “Serve una risposta entro giovedì”

16 Ottobre 2017 alle 10:22

Puigdemont chiede due mesi di negoziati. E continua la partita a scacchi con Rajoy

Il presidente catalano Carles Puigdemont (foto LaPresse)

Subito dopo l'ultimatum dato da Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont aveva postato su Instagram l'immagine di una scacchiera. Un messaggio chiaro per far capire a Madrid che la partita sul futuro della Catalogna era appena iniziata. E a fare la differenza, più che gli ultimatum, sarebbe stata la tattica, la capacità di mettere nell'angolo l'avversario, di dargli “scacco matto”.

 


IL TESTO DELLA LETTERA DI PUIGDEMONT A RAJOY


 

Non stupisce quindi che stamattina, giorno in cui Puigdemont avrebbe dovuto rispondere a Rajoy dicendo in maniera inequivocabile se la Catalogna ha effettivamente dichiarato la propria indipendenza (una richiesta che rappresenta il primo passo dell'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione ndr), il presidente catalano abbia deciso di non rispondere. O meglio, di ributtare ancora una volta la palla nel campo avversario. Nella lettera Puigdemont ha infatti chiesto di avviare due mesi di negoziati per arrivare ad un accorda tra Madrid e Barcellona.  

  

 

Due le richieste della Generalitat: anzitutto un'inversione di rotta rispetto “alla repressione contro il popolo e il governo di Catalogna”, la seconda la richiesta del dialogo da avviare con una riunione da fissare quanto prima. Richiesta che, sottolinea Puigdemont, non è “una dimostrazione di debolezza ma una proposta onesta per trovare una soluzione tra lo stato spagnolo e la Catalogna”. Il presidente catalano si dice sorpreso dall'annuncio di Rajoy  di voler attuare l'articolo 155 della Costituzione e insiste sulla necessità che “tutte quelle istituzioni e personalità internazionali, spagnole e catalane, che hanno espresso la volontà di aprire una via negoziale abbiano la possibilità di esplorare questa possibilità. Proveremo in questo modo l'impegno di ciascuna delle parti a trovare una soluzione concordata”.

 

La trappola di Rajoy

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La risposta di Mariano Rajoy non si è fatta attendere. Anzi, come ha spiegato la vicepremier, Soraya Saenz de Santamaria, il primo ministro spagnolo ha subito risposto, con una lettera, alla missiva di Puigdemont. E ovviamente non c'è alcuna apertura alla richiesta di Barcellona. “Nessuno nega il dialogo, ma il dialogo deve farsi nella legge. Non era difficile dire sì o no, riteniamo che Puigdemont abbia l'opportunità ancora di rettificare” ha sottolineato la vice di Rajoy. “È nelle mani di Puigdemont - ha continuato - evitare che si facciano ulteriori passi. La nuova scadenza è ora giovedì alle dieci di mattina”.

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