Gli scontri tra policia e militanti turchi dell'Akp in Olanda (foto LaPresse)

Rissa tra militanti pro-Erdogan e curdi a Bruxelles. Diversi feriti

Redazione

Le violenze, scoppiate davanti al consolato turco, sarebbero legate al referendum costituzionale proposto da Ankara. È stata aperta un'inchiesta

Una serie di scontri tra militanti pro-Erdogan e oppositori curdi sono avvenuti giovedì pomeriggio davanti al consolato turco a Bruxelles, in rue Montoyer. Lo riferisce il quotidiano Le Soir, che ha parlato con la polizia secondo cui nell rissa ci sarebbero diversi feriti. Non si sa ancora se ci siano stati fermi o arresti e quante persone siano state coinvolte. È comunque stata aperta un'inchiesta. “Ci sono stati gravi incidenti tra sostenitori ed oppositori del regime turco, in strada, all’altezza del consolato”, ha indicato all’agenzia belga Afp Ilse van de Keere, portavoce della polizia di Bruxelles. “Alcune persone sono rimaste ferite e sono state portate in ospedale”. Gli incidenti sarebbero collegati al clima di tensione che il referendum del 16 aprile ha scatenato, anche fuori dai confini della Turchia. I turchi residenti all’estero, infatti, potranno votare dal 29 marzo al 9 aprile nei consolati di Bruxelles e Anversa per la riforma costituzionale che trasformerebbe il paese in una repubblica presidenziale, garantendo ampi poteri al presidente Recep Tayyip Erdogan. La portavoce della polizia riferisce che, intorno alle 20 locali un centinaio di persone si trovava ancora sul posto.

  

Il primo ministro Charles Michel ha "fermamente condannato" le violenze. Il governo "sostiene tolleranza zero verso il comportamento scorretto in relazione al referendum turco", ha detto Michel sul suo account Twitter. 



Secondo Firat, un’agenzia stampa vicina ai separatisti curdi in Turchia, tre persone di origine curda che uscivano dai seggi sarebbero state attaccate a colpi di coltello, in un agguato dei sostenitori del partito di governo turco Akp. Uno di questi, pugnalato allo stomaco, sarebbe grave ma l’informazione non ha avuto riscontro da fonti ufficiali. La campagna elettorale ha già creato momenti di tensione tra dirigenti del governo di Ankara e paesi europei, dopo che è stato impedito ad alcuni ministri turchi di fare campagna elettorale sul territorio europeo.

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