La giungla di Calais dopo lo sgombero (foto LaPresse)

È tornata la giungla di Calais: centinaia di migranti in campi segreti

Redazione

Secondo l'Independent, almeno 130 persone vivono in sei nuove "mini-giungle" nella speranza di raggiungere il Regno Unito. Tra di loro anche molti bambini a cui Londra non ha concesso il diritto d'asilo 

Con la speranza di entrare finalmente nel Regno Unito, centinaia di migranti sono tornati a vivere a Calais a poche settimane dallo smantellamento della cosiddetta “giungla”. Secondo l'Independent, nella regione francese di Nord-Passo di Calais i rifugiati hanno creato almeno sei campi di fortuna e il numero degli “ospiti” è in costante aumento. Due mesi fa i migranti erano stati distribuiti in vari centri d'accoglienza nel territorio francese, un'operazione definita “un successo” dalle autorità. Ma adesso il problema-Calais si sta ripresentando.

Tra di loro ci sono anche molti bambini ai quali il ministero dell'Interno di Londra ha negato il diritto di asilo in Gran Bretagna. Attualmente, scrive l'Independent, vicino al piccolo villaggio francese di Norrent-Fontes, a circa 30 chilometri dal porto di Calais, ci sono circa 130 persone. Julien Muller, un volontario che aiuta i migranti accampati, spiega che ci sono anche molti minorenni i cui familiari vivono già nel Regno Unito, ma il diritto d'asilo gli è stato comunque negato. Sue Clayton, avvocato che assiste i migranti e professore all'università londinese di Goldsmiths, spiega che gli abitanti della “mini-giungla” in alcuni casi rifiutano addirittura di essere aiutati per non attirare l'attenzione.




Il giornale ha raccolto la testimonianza di un ragazzo pachistano di 15 anni, che racconta come nel centro d'accoglienza in cui vive il cibo è insufficiente e di scarsa qualità. Poi la promessa tradita: “Abbiamo lasciato la giungla di Calais solo per la prospettiva di poter raggiungere la Gran Bretagna, ma adesso ci dicono che dobbiamo rinunciare”. La prefettura della regione di Nord-Passo di Calais, da par suo, nega l'esistenza delle “mini-giungle”, pur ammettendo di trovare ogni settimana circa 200 migranti nascosti nei camion con la speranza di arrivare a destinazione. Gli “irregolari”, spiega un portavoce, vengono poi arrestati.

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