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Bombe sui bambini e civili usati come scudi umani. La guerra in Yemen nel rapporto dell'Onu

Per le Nazioni Unite sia i ribelli Houthi che la coalizione guidata dall'Arabia Saudita hanno sistematicamente violato i diritti umani. Più di seimila i morti, la metà tra la popolazione civile. E intanto al Qaida guadagna terreno.

5 Agosto 2016 alle 13:58

Bombe sui bambini e civili usati come scudi umani. La guerra in Yemen nel rapporto dell'Onu

Yemen, festeggiamenti dei ribelli Houthi (foto LaPresse)

Un nuovo rapporto confidenziale delle Nazioni Unite evidenzia ripetute violazioni dei diritti umani nella guerra civile in Yemen. Secondo il documento presentato al Consiglio di sicurezza, le violenze sarebbero state compiute da entrambe le fazioni in lotta: sia dai ribelli sciiti Houthi, che combattono con l'appoggio militare dell'Iran, sia dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita. Nel report sono presentati una serie di episodi che certificano l'utilizzo di civili come scudi umani da parte dei guerriglieri sciiti: blindati e attrezzature militari sono posizionati nei pressi di edifici civili nella città di Taiz, nel sud-ovest del paese, una delle zone dove si combatte più duramente. Una foto citata dal rapporto mostra ad esempio un carro armato all'interno del complesso dell'Università di Taiz.

 



 

Secondo il report dell’Onu anche la coalizione araba guidata da Riad utilizzerebbe regolarmente bombardamenti  contro la popolazione. In un caso esaminato dagli esperti delle Nazioni Unite, sei persone, tra cui quattro bambini, sono rimaste uccise in un attacco – per l’Onu quasi certamente intenzionale – con bombe di precisione contro un'abitazione rurale nella provincia meridionale di Lahj il 25 maggio scorso, esattamente a un anno dall’inizio di un conflitto che ha già causato più di 6.400 morti, di cui circa la metà fra i civili.

 

La coalizione guidata da Riad ha sempre negato le numerose accuse che le sono state rivolte sin dall’inizio delle operazioni, circa un anno fa, quando è intervenuta con attacchi aerei, un blocco navale e truppe di terra per fare fronte al tentativo di conquista del paese da parte dei ribelli houthi, e sostenere il presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi. Gli houthi sono visti dai sauditi come la lunga mano dell’Iran sulla zona. La situazione umanitaria risulta sempre più drammatica. Un recente studio del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha mostrato che almeno 14 milioni di persone, su un totale di 25 milioni, rischiano la fame, mentre circa 7 milioni versano in gravissime condizioni e hanno necessità di assistenza umanitaria.

 

La situazione di conflitto nello Yemen sembra destinata a protrarsi, soprattutto dopo il fallimento dei colloqui di pace in Kuwait, quando la delegazione governativa ha abbandonato il tavolo dopo che l'opposizione sciita ha respinto la bozza del piano di pace proposto dall'Onu. Lo ha detto il portavoce della delegazione, Mohammed al Emrani. Intanto la guerra ha permesso ad al Qaida nella Penisola arabica (Aqap) di rafforzarsi e guadagnare terreno, conducendo attacchi con ordigni esplosivi e attentati suicidi nel sud del paese. Tra il mese di marzo e aprile, sempre secondo le Nazioni Unite, l'organizzazione terroristica ha ricevuto un flusso costante di denaro per attrarre reclute e acquistare armi.

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