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Quello che si sa della sparatoria in un centro commerciale a Monaco di Baviera

La polizia ha riferito che è stato un 18enne di origini iraniane ad aprire il fuoco contro la folla. La polizia al momento esclude legami con lo Stato islamico. 10 i morti, almeno 16 i feriti.

22 Luglio 2016 alle 19:17

Quello che si sa della sparatoria in un centro commerciale a Monaco di Baviera

Foto LaPresse

[articolo aggiornato all'e 10.40 di sabato 23 luglio] L'assalto è iniziato poco prima delle 18. Fuori dal centro commerciale Olympia, nel quartiere della città olimpica di Monaco di Baviera, si sono sentiti spari. Dieci sarebbero i morti - tra queste ci sarebbe l'attentatore -, almeno 16 i feriti, ha fatto sapere nella nottata il portavoce della polizia Marcus da Gloria Martins. La polizia, che inizialmente aveva parlato di un commando di tre terroristi, ha nella notte comunicato che l'attentato sarebbe opera di un solo uomo, un 18enne di origini iraniane non conosciuto dalla polizia, ha detto in conferenza stampa Peter Altmaier, capo dello staff della cancelliera Angela Merkel. L'attentatore si è suicidato poco distante dal luogo della sparatoria.

 

 

Al momento le indagini si stanno concentrando sul passato del ragazzo, la cui identità non è stata ancora resa nota. Gli agenti hanno perquisito un appartamento nel quartiere di Maxvorstadt. Da quanto riferito dalla polizia in conferenza stampa all'interno dell'abitazione sarebbero stati trovati articoli di giornale e volumi su stragi legate alla follia omicida. La scelta della data, secondo le forze dell'ordine, non sarebbe casuale: cinque anni fa infatti Anders Breivik aveva ucciso 77 persone nell'isola di Utoya in Norvegia. Anche in quel caso molte delle vittime erano adolescenti: il ragazzo infatti ha freddato sei minorenni, un diciannovenne, un ventenne e un quarantacinquenne, con una Glock 9 millimetri e con se aveva almeno trecento munizioni. Sempre durante la conferenza stampa il Procuratore di Monaco Thomas Steinkraus-Koch ha dichiarato che il ragazzo molto probabilmente soffriva di una forte forma depressiva.

 

Le motivazioni del gesto, riferisce la polizia, sono ancora da chiarire, ma secondo la polizia non sono emersi collegamenti con lo stato islamico e con la recente ondata migratoria che ha interessato la Germania tutta e in particolare le regioni del sud.

 

E' stato proclamato il lutto nazionale e sono state sospesi tutti gli eventi cittadini. Il ministro degli Interni Thomas De Maizière, di ritorno da New York, è arrivato nella mattinata di sabato per il gabinetto di Sicurezza nazionale. Dopo di questo ha preso la parola la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha espresso "grande cordoglio per quanto accaduto" verso "le famiglie di coloro che non torneranno più a casa, a nome di tutti condividiamo il vostro dolore, soffriamo con voi. Il pensiero ai numerosi feriti che possano guarire completamente", ha aggiunto.

 

L’imponente operazione delle forze dell'ordine iniziata pochi minuti dopo gli spari è stata declassata a cauto allarme verso l'una e mezza di notte: la circolazione è stata riattivata, così come le vie d'accesso alla città e il servizio pubblico.

 

Soltanto lunedì scorso, un diciassettenne afghano, sempre in Baviera, aveva accoltellato cinque persone su un treno a Würzburg, per poi essere ucciso dalla polizia. Una delle vittime è ancora in stato di coma.

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