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Il trucco di Obama con i droni

Aveva promesso “regole più severe”, ma c’era una clausola segreta. I droni possono ora colpire soltanto chi rappresenta “una minaccia immediata per l’America”; ma poi aveva concesso alla Cia una licenza speciale per continuare come prima in Pakistan.

29 Aprile 2015 alle 06:18

Il trucco di Obama con i droni

Barack Obama (foto LaPresse)

Sabato questo giornale poneva una domanda semplice, frutto della lettura perplessa dei grandi quotidiani americani: se il presidente Obama aveva vietato i cosiddetti “signature strike” con i droni nel 2013, com’è stato possibile che nel gennaio 2015 i droni americani abbiano ucciso per sbaglio il cooperante italiano Giovanni Lo Porto, ostaggio di al Qaida, proprio con quel tipo di strike? Tanto per chiarire: i “signature strike” sono quei bombardamenti mirati non contro un bersaglio conosciuto per nome e cognome e magari braccato per mesi, ma contro bersagli non meglio identificati che si comportano come terroristi e quindi c’è una forte probabilità che siano in effetti terroristi.

 

Il Wall Street Journal ha trovato la risposta: Obama aveva davvero vietato quel tipo di strike e aveva pure aggiunto una clausola restrittiva ulteriore, i droni possono ora colpire soltanto chi rappresenta “una minaccia immediata per l’America”; ma poi aveva concesso alla Cia una licenza speciale per continuare come prima in Pakistan. Il suo discorso pubblico a proposito dei droni, pronunciato nel 2013, era insomma non valido proprio per la kill box pachistana, come gli americani chiamano l’area al confine con l’Afghanistan dove i droni colpiscono di più (117 attacchi nel 2010).

 

[**Video_box_2**]Perché Obama abbia concesso la deroga è facile da immaginare: le aree tribali del Pakistan ospitano un assortimento di gruppi terroristici che spendono il loro tempo nella pianificazione ed esecuzione di attacchi contro i soldati americani in Afghanistan, contro l’America e contro le basi pachistane che ospitano le uniche armi nucleari del mondo islamico (per ora). Ma colpisce la posa tentata dall’Amministrazione: abbiamo imposto regole più severe al programma di uccisioni mirate con i droni della Cia. Vero, ma non vale per il Pakistan. Però che ci fosse questa esenzione è saltato fuori soltanto dopo che i droni hanno fatto un errore che non poteva essere taciuto, l’uccisione di due occidentali. La guerra si deve fare, ma secondo la ricetta obamiana si può tralasciare di dirlo. Conta la percezione che si ha della politica estera, non i fatti. Spesso è vero, a volte non funziona e tocca ammettere – dopo – la responsabilità.

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