Ansa
sì all'intesa
Il Mercosur è un'occasione da non perdere, anche per le piccole imprese, dice Confartigianato
L'accordo Ue-Mercosur apre nuove opportunità per il made in italy, ma il presidente dell'associazione di categoria Marco Granelli avverte che senza politiche ad hoc per le pmi si rischia di favorire la grande industria. Le parole d'ordine per il successo sono semplificazione, formazione e supporto all'export
L’accordo Ue-Mercosur rappresenta un’occasione per il made in Italy, non possiamo perderla. Confidiamo in una applicazione provvisoria, in attesa della pronuncia dei magistrati comunitari chiamati a esprimersi sulla compatibilità formale dell’accordo con le norme europee. E’ la posizione di Confartigianato secondo la quale, dopo 25 anni di negoziati, l’intesa può aprire una nuova stagione di opportunità per le nostre esportazioni, con 14 miliardi di vendite aggiuntive stimate a regime, in una fase segnata da nuove tensioni commerciali globali e dal ritorno dei dazi su altri mercati strategici. Le rilevazioni di Confartigianato mostrano che l’accordo Ue-Mercosur riguarda un’area strategica nella quale l’export italiano vale 7,6 miliardi di euro, con una crescita del 2,9 per cento tra ottobre 2024 e ottobre 2025. L’Italia è il secondo esportatore europeo nei quattro paesi fondatori – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – con una quota del 13,8 per cento sui 55,3 miliardi di euro di vendite complessive dell’Unione europea. Un dato che testimonia la centralità delle imprese italiane nei rapporti economici con l’America Latina. Le nostre vendite nel Mercosur sono concentrate soprattutto in Brasile (5,9 miliardi di euro), seguito da Argentina (1,2 miliardi), Uruguay (368 milioni) e Paraguay (102 milioni).
Nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – le esportazioni italiane raggiungono 1 miliardo di euro, pari al 17,1 per cento dell’export Ue in questi comparti. La liberalizzazione di oltre il 90 per cento delle linee tariffarie prevista dall’accordo aprirebbe nuovi spazi competitivi per distretti simbolo dell’eccellenza artigiana italiana, dall’oreficeria di Valenza, Vicenza, Arezzo e Torre del Greco alla calzatura, pelletteria e abbigliamento di qualità. “Il blocco dell’intesa – sostiene il presidente di Confartigianato Marco Granelli – rischia di penalizzare soprattutto le imprese più piccole, che beneficerebbero maggiormente di una riduzione delle barriere commerciali e di una diversificazione dei mercati di sbocco, che oggi è una necessità strategica. Le economie del Mercosur mostrano una crescente domanda di beni strumentali, meccanica di precisione, prodotti di design e arredo di fascia medio-alta, ambiti nei quali le Pmi italiane esprimono competenze distintive”. Granelli, tuttavia, mette in evidenza la necessità che l’Europa garantisca condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana. “Senza misure attuative su misura per le piccole imprese – sottolinea il presidente di Confartigianato – il rischio è che i vantaggi dell’intesa favoriscano la grande industria”. Per questo Confartigianato chiede che l’accordo sia accompagnato da politiche concrete di semplificazione normativa, strumenti finanziari ad hoc per le Pmi, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione, promozione collettiva, tutela del valore immateriale del prodotto e sostegno nella costruzione di relazioni commerciali stabili. “Il successo dell’accordo Ue-Mercosur dipenderà anche dalla capacità di trasformarlo in un’opportunità reale per le micro e piccole imprese”, sostiene Granelli, che ribadisce l’impegno di Confartigianato a rafforzare i servizi di accompagnamento all’export, le missioni imprenditoriali e la collaborazione con istituzioni e sistema camerale. “Soltanto così – sottolinea – l’intesa potrà tradursi in sviluppo, occupazione qualificata e valorizzazione di quel patrimonio artigiano che rende l’Italia competitiva e riconoscibile nel mondo”.