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redazionale

I piani di Fs per far crescere il trasporto merci su rotaia (in accordo con l'Agenzia Onu)

Il gruppo Ferrovie dello Stato investirà 2,5 miliardi nei prossimi anni nell’ambito del piano industriale 2022-2031 che attribuisce a Mercitalia Logistics il ruolo di capofila del polo logistico

Oggi la maggior parte delle merci viene trasportata su gomma ma gli obiettivi di sostenibilità previsti dall’Agenda Onu 2030 cambieranno radicalmente questo modello poco compatibile con un ambiente più pulito aprendo di fatto spazi di mercato per nuovi operatori. Anche l’Italia si sta muovendo per intensificare la rete logistica e ferroviaria e consentire di far salire la quantità di merci trasportate su rotaia al 30 per cento dall’attuale 11 per cento entro il termine previsto. Per questo il gruppo Ferrovie dello Stato investirà 2,5 miliardi nei prossimi anni nell’ambito del piano industriale 2022-2031 (complessivi 190 miliardi) che attribuisce a Mercitalia Logistics il ruolo di capofila del polo logistico (sette società operative a livello nazionale e internazionale) che avrà il compito di aumentare la capacità di far viaggiare le merci. Si sta parlando di raddoppiare la quota di traffico su rotaia rispetto al 2019 realizzando, ad esempio, nuovi terminal ferroviari intermodali merci, tecnologicamente avanzati e a basso impatto sull’ambiente.

 

Non bisogna dimenticare, inoltre, il ruolo delle nuove linee a cui FS sta già lavorando, come ad esempio il Terzo Valico dei Giovi: la parte terminale a sud del corridoio Reno-Alpi che potrà trasformare il nodo di Genova nel principale hub lungo la rotta commerciale dall’Estremo Oriente all’Europa, accorciando i tempi di trasporto via mare di circa cinque giorni di navigazione rispetto ai porti del mare del nord come Rotterdam e Anversa. C’è poi il rinnovo della flotta di locomotori e carri, con la sostituzione di 3.400 mezzi e l’ingresso di oltre 3.600 mezzi di nuova generazione, a minor impatto ambientale elettrici e ibridi.  

 

L’idea è di lavorare in un’ottica di sistema sull’intera supply chain ferroviaria, con importanti investimenti che prevedono anche la digitalizzazione della filiera del trasporto merci rendendo così più competitivo il settore e raggiungere i target al 2030. “La creazione del polo logistico nell’ambito del gruppo Fs sarà fondamentale per creare un nuovo operatore di sistema in questo settore cogliendo l’opportunità offerta dall’Agenda 2030”, spiega Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Mercitalia Logistics. Anche se, per rendere più efficiente la catena logistica e sostenere lo spostamento modale a favore del ferro, sarebbe auspicabile una revisione della regolamentazione per razionalizzare forme di sussidi secondo una logica intermodale, che può contribuire al riequilibrio a favore della transizione green.

Tra le misure necessarie, quindi, c’è la riduzione delle differenze normative e di pedaggio tra il trasporto su gomma e quello su ferro per creare, da un lato, le condizioni e i presupposti per una competizione più equa e, dall’altro, per un’evoluzione del settore che tenga conto di fattori come la sostenibilità ambientale, la sicurezza, i costi esterni del trasporto. Intanto, Mercitalia Logistics ha già iniziato a muoversi come operatore di sistema avviando partnership con grandi players dei trasporti e della logistica. Tre memorandum of understanding sono stati siglati nei mesi scorsi nel segno dell’intermodalità. Il primo con il gruppo Msc, numero uno mondiale dello shipping, per favorire lo sviluppo della sinergia tra trasporto marittimo e ferroviario e avere una catena logistica sempre più efficiente, affidabile e sostenibile.

 

Il secondo con Hupac, un operatore cargo privato di prima grandezza, per connettere al meglio la rete italiana con il network internazionale e potenziare i servizi intermodali in sinergia con le imprese dell’autotrasporto. Il terzo è stato siglato con la Bcube, società leader a livello internazionale nella logistica integrata ed è finalizzato a migliorare la gestione completa e integrata della supply chain. “Vogliamo acquisire nuove quote di domanda, e quindi di mercato – sintetizza l’ad – offrendo il trasporto via treno anche alle imprese che, per dimensioni o tipologia di prodotto, non sono in grado di riempire un treno intero, il cosiddetto blocktrain. Con queste l’integrazione gomma-ferro sarà ancora più strategica perché ci proponiamo di offrire una maggiore flessibilità alla clientela”. Nuove connessioni saranno, infine, sviluppate lungo la dorsale Adriatica, con il porto di Gioia Tauro e verso il Nord Est dell’Europa perché, come spiega Strisciuglio, “mettendo insieme manifattura, trasporti e logistica possiamo offrire al paese un sistema capace di rilanciare l’export”.