Storia e ambizioni di FinLeap, nuova finanza per piccole imprese

“Siamo costruttori seriali di start up”, spiega Marco Berini

10 Dicembre 2017 alle 06:10

Storia e ambizioni di FinLeap, nuova finanza per piccole imprese

Milano. Il prototipo della fabbrica dell’era digitale si sta popolando, giorno dopo giorno, nel cuore di Isola, ex area proletaria della vecchia Milano. Benvenuti al Fintech District, il palazzo (13 piani) pensato per ospitare un “ecosistema verticale” dove le imprese ospitate condividono sale meeting, uffici di co-working, open space e library, giardini pensili e café bistrot. Tutto quanto può servire a favorire l’incontro di cervelli e di idee, il “business matching”, come si usa dire. Nella nuova frontiera le vecchie banche (e le assicurazioni) non saranno più le stesse. “Siamo costruttori seriali di start up”, spiega Marco Berini, uno dei primi inquilini del District. Berini, bancario atipico (“ho frequentato Bocconi, Statale e psicologia”), è pioniere dell’innovazione bancaria in Italia, ora ad della sede milanese di FinLeap. Già top manager in Unicredit, lunga esperienza anche in Intesa, oggi è alla testa di un progetto che prevede, per ora, l’assunzione entro l’anno di dieci sviluppatori, uno alla settimana, a mano a mano che decollano i primi business. Questione di mesi, se non di settimane, perché il fintech corre.

 

“Non siamo un semplice incubatore di imprese – dice – Il nostro modello è nato partendo dall’osservazione dei problemi, dalla finanza alla ricerca dei talenti, che possono far fallire una start up. Dai nodi finanziari alla ricerca dei talenti affrontiamo i problemi che possono far fallire una start up. La nostra missione è di seguire il processo dall’idea iniziale fino allo sbarco sul mercato, per poi uscire a missione compiuta”. In meno di tre anni sotto la guida del fondatore, l’iraniano Samir Niroumand (per Forbes uno dei 30 under 30 che cambieranno la finanza), FinLeap (500 dipendenti di 35 nazionalità) ha lanciato dalla casa madre di Berlino 13 società, mobilitando investimenti per 130 milioni (tra i tanti finanziatori c’è Unicredit). Start up come Solaris Bank, banca creata per offrire servizi finanziari, pronta a decollare, come le altre anche sul mercato italiano, prima tappa dell’espansione oltre Reno. Una scelta singolare, visto che l’Italia non è certo nel plotone di testa dell’innovazione. “Vero – replica Berini – ma stiamo recuperando in fretta. Diciamo che due anni fa accusavamo un ritardo anni su Germania o Regno Unito. Oggi il gap si è ridotto a tre anni. Da noi, poi, la manca la materia prima, cioè i giovani di talento. Continuiamo a mandare ragazzi a Berlino che sono molto apprezzati. Semmai mancano occasioni di lavoro interessanti”.

 

Ma anche dal lato dell’offerta le cose stanno cambiando. “Il top management delle banche, stressato dalla crisi, ha capito che c’è un problema di trasformazione cui il fintech può dare una risposta. Ma non sa bene come affrontarlo”. E qui intervenite voi? “Con pochi mesi di lavoro e pochi milioni di investimento possiamo far ripartire il business: il segreto sta nel ripensare i fondamentali in chiave digitale”. Ad aiutare la rivoluzione contribuirà una direttiva Ue, la Psd 2, tanto importante quanto sconosciuta ai non addetti ai lavori (e non solo) – mentre banchieri preferiscono preoccuparsi per le fiammate dei bitcoin. Dal prossimo gennaio verrà meno il monopolio della banca sui servizi di pagamento: per fare un esempio, Amazon potrà vendermi una polizza assicurativa o un mutuo, a condizioni scontate, attingendo (dietro il mio consenso) ai miei dati bancari. L’effetto? “E’ nel tempo le banche si concentreranno sui servizi private e corporate, mentre offriranno prodotti retail standard attraverso realtà digitali”. E questi “prodotti” nasceranno nelle officine virtuali del fintech. Sono alle porte soluzioni per accelerare i tempi di pagamento, ma anche per mettere a disposizione del piccolo industriale o del commerciante, una pizzeria, ad esempio, i dati oggi alla portata solo delle grandi catene alla Mc Donald’s. E non è impossibile mettere a punto sistemi che permettano l’anticipo fattura per l’esercito delle partite Iva rimuovendo l’ansia per l’assegno che non arriva. Il futuro prossimo è fatto di banche che assomiglieranno sempre di meno alla banca.

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