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Confindustriali fuori mercato

Redazione

Via Napoletano, ma Confindustria esce male dall’affaire del Sole

Per tornare come ieri a vedere un rialzo delle quotazioni di Borsa, il Gruppo che edita il Sole 24 Ore doveva offrire un segnale di discontinuità rispetto al passato stagnante. E’ motivo di estremo sollievo per il mercato che il cda ha messo in aspettativa non retribuita il direttore Roberto Napoletano, figura che la redazione da tempo rifiutava per via della sua complicità nella mala gestio aziendale, cosa per cui è indagato da venerdì, insieme ad altri otto, con l’accusa di false comunicazioni sociali. Tuttavia l’editore, Confindustria, che ieri ha scelto come direttore ad interim Guido Gentili, fa una figura non buona sia nella passata gestione sia in quella presente. Era utile intervenire prima che intervenissero i magistrati per difendere un asset considerato strategico. I problemi di squilibrio patrimoniale si trascinano dalla quotazione in Borsa (2008) e sono state bruciate risorse a iosa solo parzialmente attutite dal business editoriale. Sotto la presidenza Squinzi, i vertici offrivano al pubblico una situazione economica rosea quando in realtà era grave. In autunno il nuovo ad Gabriele Del Torchio aprì il vaso di pandora rivelando perdite pregresse (50 milioni di euro) dovute ad aggiustamenti di poste contabili e propose un piano di ristrutturazione da affiancare alla ricapitalizzazione. Boccia ha preso tempo per evitare di legare l’aumento di capitale alla nomina del nuovo direttore ma gli equilibri non hanno retto. E l’insieme di un direttore delegittimato e un cdr quinta colonna della procura ha prodotto un disastro. La gestione del Sole dovrebbe far ragionare Confindustria su un punto in particolare: la differenza tra predicare bene e razzolare non bene. E mai come oggi c’è materia di riflessione.