cerca

I fantasmi di Bruxelles, la fusione Pfizer-Allergan e John McEnroe. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

23 Novembre 2015 alle 19:02

I fantasmi di Bruxelles, la fusione Pfizer-Allergan e John McEnroe. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


 

Qui giace uno che ha cercato di fare il suo dovere con responsabilità…”

Epitaffio sulla lapide di Helmut Schmidt


 

 

Jihad quotidiana

 

Ventuno arresti in Belgio per il rischio di attentati. Le forze di sicurezza hanno condotto da domenica decine di perquisizioni tra Bruxelles, Charleroi e Liegi e il livello di allerta resta massimo in tutto il paese. Continuano le ricerche di Salah Abdeslam, considerato uno degli attentatori di Parigi: secondo alcuni quotidiani belgi sarebbe stato intercettato nei dintorni di Liegi, ma è poi riuscito a fuggire a bordo di una Bmw sulla autostrada E40 in direzione della Germania. Non ci sono conferme ufficiali (via Internazionale).

 

Secondo l’Independent Salah Abdeslam forse non sta fuggendo solo dalla polizia ma anche dall’Isis. Pare non si sia fatto saltare in aria, disobbedendo agli ordini…

 

Bruxelles città fantasma, chiusa per terrorismo. E adesso anche l’euro burocrazia deve fare i conti con i protocolli di sicurezza, nell’analisi di Politico Europe.

 

Un kamikaze si fa esplodere alla riunione della brigata dei martiri, smacco per l’Isis sulle Alture del Golan. Yarmuk ha giurato fedeltà al Califfato ed è in lotta con Al Nusra, emanazione di Al Qaeda. È probabile che sia stato un jihadista rivale a mettere a segno l’attacco.

 

Il punto di vista di al Baghdadi. Breve racconto di come è nato lo Stato Islamico, di chi è il suo capo e di cosa ha in mente di fare. Partiamo dall’Iraq, qualche anno fa.

 

Ah, Obama sta mettendo sotto torchio l’intelligence per capire se c’è stata sottovalutazione dell’Isis o altro.

 

E infine. Vogliamo davvero battere l’Isis? Cominciano ad aiutare la Tunisia, avvisa Foreign Policy.

 

 

Il mondo dopo Parigi

 

Chi è solidale davvero nella guerra contro al Baghdadi? Hollande incassa il sostegno di Cameron (che andrà in Parlamento per ottenere il voto sui raid in Siria), ma il resto del suo tour diplomatico è pieno di imprevisti. Il Regno Unito intanto mette a disposizione della Francia una base militare a Cipro. L’aviazione francese potrà utilizzarla per i suoi raid contro le postazioni dello Stato islamico in Siria.

 

Truppe di terra russe in Siria: “Dure perdite inflitte ai ribelli”. I satelliti Usa avrebbero fotografato i tank durante le operazioni, fino a ora sempre smentite. Anche Parigi lancia i primi raid da una portaerei sull’Isis in Iraq.

 

Salta il tabù dei confini intangibili: “Dividere Siria e Iraq in Stati etnici”. Diplomatici e analisti studiano quello che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: un nuovo equilibrio in Medio Oriente che superi l’assetto attuale. Modello Bosnia o ancora più spinto? Lo racconta Maurizio Molinari.

 

Questa guerra contro l’Isis non si vince nelle strade di Parigi, ma nelle pianure irachene e siriane dove il nemico è visibile e vulnerabile, scrive Bernard-Henri Lévy. Anche la ripresa economica è fondamentale in paesi come la Francia, scrive Simon Nixon. Senza lavoro e occupazione l’integrazione diventa frustrazione sociale.

 

Anonymous, analisti, piattaforme di comunicazione: tutti contro la cyber jihad ma in ordine sparso. E intanto il Cyber Califfato si riorganizza.

 

 

Personaggi

 

Chi è Richard Kaufmann, lo zar che sta trasformando il sistema energetico di New York. Lo racconta Vox.

 

Grandiosa intervista a John McEnroe, la più grande rockstar del tennis mondiale. Prima lo odiavano tutti, adesso...

 

Può essere Marco Rubio il grande pacificatore del Gop americano? Un ottimo ritratto del New Yorker.

 

 

Mappa del giorno


 

Le città al mondo più minacciate dall’innalzamento del livello del mare (occhio alle megalopoli asiatiche)…

 


 

 

Il mondo oltre il Jihad

 

Cambio di stagione. In Argentina vince il liberale Macri. E’ la prima volta dal 1916 che il presidente non è né peronista, né militare e né radicale. E poi il racconto della Reuters sul neo leader del grande paese latino-americano.

Corsa alla Casa Bianca. Dal 1864 negli USA si tengono "le elezioni più importanti della Storia": il New York Times alle prese con il suo stesso archivio, in chiave autoironica (via Prismo Mag). E una bellissima infografica interattiva del Pew Research sulla fiducia popolare nei confronti dei governi americani, dal 1958 a oggi. Commento a caldo: tutto il mondo è paese, altro che Grillo!

Big Pharma. Nozze fatte tra Pfizer e Allergan. Nasce un colosso da 160 miliardi di dollari che pagherà (non senza polemiche) molte meno tasse spostando la sede fiscale in Irlanda. Nell’analisi del Wsj l’impatto sul settore del mega merger.  

La Cina è vicina. Sicuramente Pechino sta cercando di sgonfiare le sue bolle finanziarie. Domanda: ce la farà? Alcuni guru mondiali non sono troppo ottimisti…

Segui i tassi. Occhio che la deflazione è ancora un problema globale. La Fed se lo ricordi quando si riunirà nei prossimi giorni per decidere se alzare il tassi di interesse. Mentre l’Economist prova a raccontare cosa significa investire in un mondo a bassi rendimenti.

Al di là del muro. Per la cronaca, Cipro è vicina alla sua riunificazione. L’anno prossimo potrebbe cadere l’ultimo muro d’Europa.

Toy Story. Il primo film d’animazione della Pixar è anche uno dei più apprezzati e meglio recensiti di sempre: la sua produzione, vent’anni fa, fu però piuttosto complicata.

 

 

Argomenti di dibattito

 

L’origine della specie (terrorista). Il New Stateman ha rilanciato un pezzo dello scorso anno che racconta magistralmente i legami tra il wahabismo saudita e l’Isis. Da leggere!

Occidente a pezzi. L’America è stanca, e questa Europa non è in grado di rispondere al grido di dolore della Francia. Davvero non ci resta che Putin? Anche il Wsj indaga sul tema, parlando apertamente di crisi conclamata dell’ordine mondiale.

Nel Continente nero. Infrastrutture e non solo. Che ruolo sta giocando la finanza nello sviluppo africano (perchè un ruolo lo sta giocando).

Lobby continua. Attenzione perché il colossi di Silicon Valley, così di moda e gonfi di liquidità, stanno perdendo il grande gioco politico a Washington. Almeno così scrive Mashable (che li conosce bene).

Umorismo maschio. Perché agli uomini non piacciono le donne troppo divertenti? Se lo chiede l’Atlantic…

Vedo non vedo. Adele e l’arte di scomparire (che Justin Bieber o Jovanotti non conoscono).

 

 

Ossessioni

 

Il bivio. Tagliare la produzione di petrolio o svalutare la moneta? In Arabia Saudita siamo alle domande dalle cento pistole.

Il web che si perde. La rete, una biblioteca borgesiana che dà l’illusione di essere infinita, in realtà è un fragile archivio: non tutto sarà ricordato per sempre.

Contro i batteri. I batteri resistenti agli antibiotici sono ovunque. E stanno diventando un serio problema per la cura di diverse malattie, dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità: come se ne esce secondo Slate (articolo tradotto in italiano da Il Post).

 

 

Mettetevi comodi

 

Il frutto del peccato. Il viaggio crudele della giada dalle miniere della Birmania alle gioiellerie (sempre più cinesi, non solo occidentali).

Segui i soldi. Bloomberg ci svela i segreti del meccanismo di riciclaggio di denaro che Citi ha ignorato per anni.

Quasi amici. Tre mesi fa la faccia di Patrick Hardison apparteneva ad un giovane meccanico di biciclette Brooklyn. Il Ny Magazine racconta la storia dei due uomini e di un incredibile trapianto facciale.

Belli, ricchi, stronzi. Il Mediterraneo idilliaco, un po' Eataly, un po' haute couture, un po' Nouvelle Vague, di By the Sea e A Bigger Splash, ultimi film di Angelina Jolie e Luca Guadagnino.

Samoa pipeline. Com’è possibile che una piccola isola, Samoa, sforni così tanti super campioni NFL? The California Sunday Magazine è andato a vedere perché e lo ha raccontato in questo magnifico long form.

 

 

C’era una volta


 

Trentacinque anni fa oggi il devastante terremoto in Irpinia (e Basilicata). Morirono più di 2500 persone…


 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi