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Il nucleare iraniano e la "cash economy" greca. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

23 Giugno 2015 alle 19:32

Il nucleare iraniano e la "cash economy" greca. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno

 


 

“La Grecia è come una partita Nba. Hai bisogno di guardare solo gli ultimi cinque minuti…”

 

Ian Bremmer

 


 

 

Melodrachma

 

Per capire un po’ meglio le ultime proposte messe sul tavolo dalla Grecia, il nodo del debito e il clima del negoziato val la pena ascoltare l’intervista esclusiva che il ministro dell’economia di Atene, Giorgios Stathakis, ha rilasciato alla Bbc. In realtà i numeri dell’accordo che va profilandosi in queste ore sembra più che altro dettato dalla paura: non rende solvibile la Grecia a partire dal 2016 e, soprattutto, non sana i nodi strutturali.

 

Alcuni numeri economici di raffronto tra la Grecia e gli altri paesi dell’eurozona e la domanda fatidica rivolta direttamente all’uomo della strada greco: meglio dentro o fuori la moneta unica?

 

Correntisti in fuga e banche sull’orlo del default. Senza ossigeno monetario della Bce di Mario Draghi niente sarebbe possibile e la Grecia sarebbe già finita gambe all’aria. Ma in questo modo Atene diventa una “cash economy”, si sappia.

 

Daniel Gros suggerisce che la situazione greca nei confronti di Bruxelles assomiglia sempre di più alla dipendenza dell’economia portoricana da quella degli Usa.

 

 

Se ne parla oggi

 

Il grande esodo. Alcune meravigliose mappe interattive di Vox illustrano com’è cambiata la popolazione europea in oltre 140 anni di storia.

Saremo alleati? Domenica il Parlamento iraniano ha approvato la bozza di una legge che impedirà agli ispettori internazionali l’accesso alle basi militari – anche se fosse previsto dall’accordo sul nucleare con gli Stati Uniti e con altri cinque paesi occidentali (il cosiddetto 5+1). Il viaggio discreto del capo della Cia in Israele.

Corsa alla Casa Bianca. Perché i candidati alle primarie repubblicane hanno decisamente un problema con la visione politico-religiosa incarnata da Papa Francesco (enciclica Laudato si’ e non solo).

Lettera da Budapest. Il viaggio di Politico Europe dentro la nuova Ungheria “illiberale” del piccolo dittatore Viktor Orban.

Nuova guerra fredda. Il punto sulla (complicata) realizzazione degli accordi di pace di Minsk, a poche ore dall’incontro tra i ministri di Russia, Ucraina, Francia e Germania (mentre sul terreno si continua a morire). Sul versante sino-americano, intanto, la Cina è ancora lontana dal diventare una potenza militare globale (anche se nel suo cortile di casa, il mare cinese del sud, può dire certamente la sua).

 

 

Mappa del giorno

 


 

I contratti a tempo crescono in Europa secondo l’OCSE. Sicuri che non stiamo drogando il mercato con troppe decontribuzioni?

 

 


 

Italy in a day

 

La rottamazione può attendere. Perché Renzi deve dare risposte politiche su scuola, immigrazione e Roma.

Consumo ergo sum. Lettura non stracciona sugli italiani e i loro scaffali al termine della crisi. Due ricerche inedite.

 

 

Argomenti di dibattito

 

Totalitarismo 2.0. Project Syndicate pubblica un’interessante riflessione di Andrei Kolesnikov sul putinismo in Russia, la democrazia e la vecchia Unione Sovietica (c’entra anche il pensiero di Hannah Arendt).

Nuovi paradigmi. Aiuto! la crisi sembra aver mandato definitivamente in frantumi il tradizionale modello di sviluppo europeo.

Il passato che non passa. L’Economist traccia un parallelo impressionante, a valle della strage di Charleston (South Carolina): 150 anni dopo la fine della guerra civile, sui grandi temi “pubblici” (religione, matrimoni gay, sistema giudiziario e aborto) la differenza tra stati ex dell’Unione e stati ex Confederati del sud è rimasta (quasi) intatta. Discorso amaro del presidente Obama: “Il razzismo fa parte del Dna degli Stati Uniti, scegliere di non dire più negro in pubblico non lo ha eliminato dalla società…” Nel frattempo scattano i primi boicottaggi: il colosso Wal-Mart non venderà più oggetti raffiguranti la bandiera confederata.

Numeri al lotto. Ordini di grandezza, correlazioni spurie, fonti sbagliate, interpretazioni parziali: come politici (e giornalisti) ci fregano coi numeri e come evitare di essere fregati secondo il prof Puglisi.

 

 

Cose da sapere

 

Dove passano le merci… Per la cronaca, il Kazakistan è diventato il 162esimo membro dell’organizzazione mondiale del commercio (Wto). I negoziati erano cominciati addirittura diciannove anni fa.

Dronetown. La nuova “Silicon Valley” dei droni sta nascendo in un posto che nessuno si aspetterebbe mai (no, non è la California).

A portata di clic. Cosa rivelano le ricerche sul motore di ricerca Google della doppia anima anglofona e francofona dell’Africa. Molto interessante.

 

 

Ossessioni

 

Il sorpasso. È ufficiale: a fine del 2015 ci saranno in giro per il mondo più telefonini che esseri umani.

Occhio alle bestie. La classifica degli animali che uccidono più persone (spoiler: non sono gli squali).

Pensiero stupendo. Motherboard racconta il dispositivo che legge la mente e trascrive i pensieri. Non è ancora attivo, ma gli scienziati lo stanno perfezionando.

 

 

Mettetevi comodi

 

Sabbie arabe. Il Nyt Magazine racconta splendidamente il villaggio avamposto cristiano in terra libanese, minacciato dall’avanzata dell’Isis.

La grande paura. Tiffany e tevon vivono a Baltimora e sono preoccupati per la sicurezza delle loro famiglie: in città i crimini violenti si sono moltiplicati nelle ultime settimane, a partire dalla morte in aprile del ragazzo nero Freddie Gray per mano della polizia. Da allora gli agenti protestano astenendosi dalle attività di ordine pubblico. ma così Baltimora è molto più pericolosa…

Pornucopia. Un grande affresco di Aeon sul ruolo del porno nella società moderna. Secondo alcuni critici degraderebbe il ruolo della donna rovinando le relazioni di coppia. È davvero così?

Cuba libre. Prismomag ricostruisce la storia di Lienko, il rapper dissidente cubano che sfida il regime castrista.

La politica dello yoga. Da Evola a Himmler: la fascinazione dei nazionalisti per la meditazione orientale e cosa c'entra oggi con lo Yoga Day.

 

 

Foto del giorno

 


 

Atene, la casa di una famiglia siriana in piazza Omonia

 

 


 

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