L'accordo sui dazi non è da buttare via

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
21 AUG 25
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Con il Donald Trump che passa il convento un accordo sugli scambi commerciali abbastanza stabile e sufficientemente definitivo non si butta via. Pensateci prima di fare i criticoni con Ursula von der Leyen
Il governo guarda alla parte positiva dell’accordo e con una nota di Palazzo Chigi parla di punti fermi importanti, di certezza sul 15% generalizzato, di trattativa da continuare per alcuni settori tra cui l’agroalimentare

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Ma oggi il dibattito pubblico italiano era tutto centrato sullo sgombero del Leoncavallo. Atto dovutissimo, perché lo stesso ministero dell’interno era stato condannato a pagare un risarcimento agli attuali proprietari degli edifici occupati, ma atto anche politicamente infiammabile. Il copione è stato rispettato, a dispetto della relativa tranquillità delle operazioni di polizia sono volate parole grosse. O meglio, c’è stata la fredda sottolineatura della legalità alla base di questa decisione da parte della maggioranza
Un po’ meno freddo Matteo Salvini
Allineato ma con lo sguardo che va anche ad altre occupazioni (cosa interessante) è Antonio Tajani
Un po’ spaesato il sindaco Beppe Sala, tra desiderio di non perdere il profilo di difensore della legalità e aspirazione di mantenere i legami con il mondo del Leonka. Dice che sì, bisognava farlo, ma l’impegno era fissato al 9 settembre

Fatto #2

Donald Trump dice agli ucraini che dovrebbero fare anche un po’ di guerra offensiva se vogliono vincere (riportiamo dal suo linguaggio) e, quasi nelle stesse ore, fa trapelare di essersi anche scocciato di tutta la faccenda e che ora devono risolversela tra loro i paesi in conflitto
Volodymyr Zelensky, come al solito, è quello più serio e razionale e sa mantenere la lucidità malgrado gli attacchi aerei contro il suo paese si siano fatti più duri. Anzi, è capace di fondare la sua analisi proprio sull’evidenza degli attacchi russi e della mancanza totale di volontà verso una tregua da parte di Mosca. Dalla Russia anche ieri molta fuffa minacciosa e molta retorica buona solo per rimbalzare in bocca a qualche propagandista italiano
Ma, effettivamente, il missile ucraino andato in produzione potrebbe correggere alcuni squilibri nelle capacità di attacco

Fatto #3

E l’iniziativa italiana per l’Ucraina

Oggi in pillole