di cosa parlare stasera a cena

I problemi del green pass e quelli della scuola

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

A cena parlate con serenità dei pasticci comunicativi in materia di green pass. Qui, nelle cene su zoom del lockdown, consigliavamo indulgenza già con il governo precedente, quando alle prese con la regolazione di questioni nuove, mai sperimentate. Adesso si consiglia la stessa indulgenza, che poi sembra anche una manifestazione di intelligenza. Come fanno i ristoratori segnalati in vari luoghi in giro per l’Italia e che, senza tante storie, si organizzano per chiedere il pass con cui si attesta l’immunità e la bassissima probabilità di essere contagiosi. Sono pragmatici quei ristoratori e vedono ormai con chiarezza che è meglio perdere qualche minuto di tempo ma dare ai clienti la percezione di una maggiore sicurezza. In ogni caso, c’è stato sì qualche errore nella comunicazione e, prima, nella corsa alla regolazione. Ma, appunto, la questione nasce dalla velocità con cui si deve decidere e dal confronto con misure da prendere in uno scenario del tutto inedito. Le battute e le critiche, a volte, suonano un po’ forzate, quasi scontate, e perciò depotenziate.

 

Le tre "cose" principali

Fatto #1


Joe Biden prende l’iniziativa su scala mondiale per contrastare i paesi non democratici e in cui non vige lo stato di diritto. Il presidente degli USA chiama a raccolta i leader dei paesi democratici, per un inedito summit mondiale, che verrà da lui ospitato. È una mossa con cui si apre il confronto quasi formale soprattutto con la Cina, mantenendo una condizione dura nel rapporto con la Russia. Vediamo quali saranno le risposte degli altri leader mondiali. Unico elemento che stride in questa iniziativa è che proprio in queste ore nell’Afghanistan abbandonato dalle forze internazionali e soprattutto dai soldati americani sta tornando il controllo delle forze islamiste più retrive e pericolose. Quel tentativo di piantare in Afghanistan un seme democratico e di stabilire un governo con qualche forma di garanzia per le libertà e i diritti dei cittadini sembra fallito di fronte alla pur non irresistibile avanzata dei talebani.

   

Fatto #2

A scuola non vogliono il dettato. I sindacati protestano di brutto contro il documento che, di fatto, porterebbe l’obbligo di vaccinazione. Prima o poi, però, arriveranno anche le proteste delle famiglie e dei ragazzi e delle ragazze. Perché gestire la scuola da irresponsabili, come vorrebbero i presidi e i sindacati (quando prendono questo posizioni), significa sfidare la comunità nazionale, il patto sociale, sottrarsi a un dovere civico. E tra tanti difensori della scuola pubblica (con ottimi argomenti) potrebbe anche affacciarsi qualcuno che si preoccupi dello scarso standard di sicurezza offerto, in questa occasione, proprio dalle scuole statali. Mentre i privati potrebbero avere buon gioco a pubblicizzare scuole con tutto il corpo docente e tutto il personale vaccinato e con maggiori garanzie su aerazione e distanze. Strano che nessuno dica che quello sarebbe un esito discriminatorio per chi non può permettersi la scuola privata.

   

E forza, ragazzi e ragazze, vaccinatevi e poi fatelo fare anche ai professori recalcitranti.

  

Fatto #3

Il caso dell’impiegato postale di Formia ricoverato in terapia intensiva dopo aver contratto il Covid, contro il quale aveva rifiutato sia la vaccinazione sia i controlli con tamponi. Anche suo figlio di due anni è in condizioni che hanno richiesto il ricovero. È un fatto di speciale gravità e rappresenta, nel modo peggiore, le cattive condotte di chi sfugge alla responsabilità collettiva per il contrasto alla pandemia

 

Oggi in pillole

  • Al Financial Times ci adorano ormai
  • Una delle fissazioni di Giorgia Meloni, quei diritti speciali di prelievo, inventati dal Fmi per aiutare i paesi con valute deboli a trovare spazio nel commercio internazionale e nell’approvvigionamento di materie prime. Secondo la leader di FdI si potrebbero usare per finanziare i progetti di rilancio dell’economia italiana. Una tesi bislacca, non attuabile, e resa inutile dal ben più concreto programma europeo di sostegno agli stati membri. Evidente, a questo riguardo, l’intento anti-europeo della lettera con cui oggi Meloni ha fatto la sua proposta dalle colonne del Corriere della Sera.
  • Negli Stati Uniti è ormai certo l’avvio del super piano di investimenti pubblici, soprattutto in infrastrutture.
  • E questo gigantesco progetto ha dato una spinta alle Borse di tutto il mondo.
  • Il Marocco è un caso a sé (positivo e interessante) nella distensione tra Israele e alcuni paesi arabi avviata ormai da più di un anno e con qualche risultato.
  • Il dramma degli incendi, ancora molto colpito il Mezzogiorno. In Calabria c’è una vittima.
  • Le partenze sono pure intelligenti, ma è il viaggio il problema.
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