Arriva Draghi. È ora per tutti di prendere partito

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
3 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 17:18
Immagine di Arriva Draghi. È ora per tutti di prendere partito
Improvvisamente bisogna prendere partito. La scelta taglia un po’ tutti gli schieramenti. Con un inedito bipolarismo (pro o contro Draghi, per dirla un po’ all’ingrosso, anche se ci sono sfumature di contrarietà e di sostegno) interno a ciascun gruppo politico. Più visibile e sguaiata la divisione interna dei 5 stelle, più sfumata quella del Pd, in cui si avverte, nello sfondo del dibattito interno, l’ansia di posizionamento di alcuni big, quasi carbonara con tendenza però più a sfavore di Draghi quella leghista, più alla luce del sole e con tendenza favorevole a Draghi la linea di faglia di Forza Italia. Forse Fratelli d’Italia resta indenne dal bipolarismo draghiano, ma non è un merito, e probabilmente sceglierà l’astensione.
Mario Draghi sembra muoversi con tranquillità e anche con una certa fiduciosa aspettativa tra queste linee di faglia. È importante che, come detto al Quirinale, intenda condurre consultazioni secondo le normali procedure e quindi confrontarsi con i partiti e i gruppi parlamentari su programmi e obiettivi del governo. Ha aggiunto anche le forze sociali, pensando già al dopo consultazioni evidentemente. Prendere partito imporrà anche di accettare con convinzione il portato politico di Next generation Eu, perché Draghi sembra naturalmente destinato a far derivare la disponibilità finanziaria aggiuntiva dalla precedente attuazione o promozione delle opportune riforme e della riorganizzazione della pubblica amministrazione (che conosce direttamente solo in quella che è la nicchia più efficiente da decenni e cioè la direzione generale del tesoro) e della giustizia.

Le tre "cose" principali

#1
#2
#3

Altro