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La condanna di Rixi e la chiusura di Orbàn a Salvini

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

30 Maggio 2019 alle 18:26

La condanna di Rixi e la chiusura di Orbàn a Salvini

Viktor Orbàn (foto LaPresse)

Condanna per Rixi e rapide dimissioni, con Salvini neppure un minuto a difendere il suo viceministro, che pure era impegnato su dossier importanti, come la Gronda di Genova e il cosiddetto Terzo Valico. Opere per le quali ora resta solo l'attenzione di Toninelli, più solo e senza progetti che mai.

 

 

Ma Salvini è un duro o uno che strilla e poi cede?

 

 

Lui, Toninelli, dice che va avanti, che poi è la frase ripetuta da tutti i grillini di governo. Vanno avanti, ma non si sa avanti verso dove. Che poi parlare di governo è sempre più qualcosa di molto vago, di non definito. Per dire, oggi è stato Salvini a tentare qualche mossa da governante sul fronte dell'economia, portando all'attenzione di un attonito (immaginiamo) ministro Tria una nuova corposa proposta di condono fiscale, roba da vari miliardi, con cui forse si vogliono correggere nel brevissimo periodo gli squilibri determinati dalle tendenze di fondo della spesa pubblica. E poi ha riscritto l'intero programma economico e fiscale, parlando di codice degli appalti non più da emendare o migliorare ma proprio da abolire. Che non sarebbe neanche una brutta idea, visto che il nostro codice è una specie di aggiunta burocratico/intimidatoria alla direttiva europea sugli appalti. Insomma, levando il nostro codice si tornerebbe pari pari alla direttiva, ma Salvini non lo può dire espressamente perché sarebbe costretto a lodare una normativa fatta bene dai "burocrati di Bruxelles" e resa inutilizzabile dai burocrati di Roma. Quindi fa solo la sparata sull'abolizione e si ferma lì. Ma, tornando alle proposte, si capisce che questo sarebbe l'unico vero sbloccacantieri, molto più efficace della bizzarra idea dimaiana di aggirare la legge nominando commissari per ogni opera da sbloccare e dando chissà che super poteri (salvo poi lasciarli esposti a rischi micidiali) a costoro.

 

Tutto ciò lascia l'opposizione molto perplessa.

 

lo spread resta nervosetto, il governo lo sappia.

 

Intanto Tria era a Trento, al boeriano Festival dell'Economia. Prima di andare a cena potete ascoltare alla radio cosa ha da dire sugli ultimi fatti che, come avete visto, lo riguardano.

 

 

Per passare poi ancora una volta, ma con più forza del solito, a mettere sotto pressione la sindaca Raggi.

 

Ah, c'è sempre l'Alitalia sulle spine e non si vedono soluzioni verso la scadenza (sempre prorogabile...) del 15 giugno.

   

E poi c'è chi dice che il governo, passata quest'altra bufera giudiziaria, potrebbe cambiare composizione, ma Salvini dice il contrario e cioè che lui non nominerà nessun nuovo sottosegretario (ops, piccolo lapsus, perché i sottosegretari li nomina il presidente del Consiglio) in quanto confida che torneranno sia Siri sia Rixi dopo essere stati assolti.

  

Vabbè, mentre parlate di tutte queste cose, stanno chiudendo la votazione su Rousseau per confermare a Di Maio il ruolo di capo politico dell'antipolitico movimento da lui fondato (secondo gli atti ufficiali). Insomma una buffonata totale. Ma voi fingete di attendere trepidanti il responso.

 

Ah, dal partito di Orbàn fanno sapere che non c'è quasi nessuna possibilità di un'alleanza operativa con la Lega di Salvini in uno stesso gruppo al Parlamento europeo. Abbiamo grande rispetto per il governo italiano e per Salvini, dicono con la classica premessa malandrina, ma non pensiamo neppure a coalizzarci con loro. Insomma l'isolamento italiano è più bruciante che mai e se ne vedranno i tristi effetti nelle nomine europee. Ma nel frattempo il governo italiano pare essersi accorto di non avere più da tempo un ministro per gli Affari europei. Savona non aveva brillato mentre ricopriva tale incarico, limitandosi a inviare ai colleghi le sue proposte per cambiare le regole comunitarie e riscrivere da capo gran parte dei trattati, e finendo quindi rapidamente cestinato, ma almeno esisteva. Dopo il suo passaggio alla Consob l'incarico è rimasto però scoperto in modo evidente e così si è arrivati a oggi, quando a sollevare la questione, nella sua giornata di attivismo (per compensare invece l'arrendevolezza sulla vicenda Rixi), è stato ancora una volta Salvini. E pure i bavaresi se ne stanno alla larga.

  

Poi c'è la goccia cinese salviniana sulla Rai, effettivamente una gran scocciatura, per i modi cartemente violenti  e prepotenti del capo leghista ma anche per le risposte un po' stereotipate dei colpiti. Mai una volta che gli dicano: ma sì te la lasciamo, giocati tu con la Rai inzeppata di sovranisti e neo-sovranisti, fate tutta una Maratona Povera Patria o quelle altre robe lì e poi vediamo come fa a finire.

 

 

Cosa sta succedendo in Libia (e ci riguarda moltissimo).

 

 

E la Marina italiana costretta sempre a prendere più tempo del necessario per fare ciò che deve.

 

 

Seguite bene, con attenzione nei prossimi giorni, lo sviluppo di questa vicenda ben ricostruita sul Foglio dallo specialista di bufale pericolose Luciano Capone.

 

 

L'Etna che si fa sentire e vedere.

 

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Commenti all'articolo

  • Carletto48

    30 Maggio 2019 - 19:07

    E' in corso la seconda campagna degli scontrini dove i grillini sono a livello pentastellare. Altre formazioni politiche non hanno avuto le stesse precauzioni e ne porteranno i segni.

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