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La querelle sulla legge Mancino e il grande caldo. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

3 Agosto 2018 alle 17:06

La querelle sulla legge Mancino e il grande caldo. Di cosa parlare a cena

Foto LaPresse

E siamo sempre lì, tra rinvii e non fare, il tweet di Paolo Gentiloni aiuta, da una prospettiva di opposizione, a tenere a mente gli argomenti per conversazioni serie stasera e anche nel fine settimana agostano. 

 


 

Le leggi declamatorie hanno il difetto di essere appunto declamatorie. Nei paesi democratici e dove vige lo stato di diritto (almeno in quantità sufficiente) partono da ottime intenzioni e raggiungono parte dei loro scopi, un'altra parte resta invece impunita attraverso comportamenti opportunistici o grazie a mimetismi vari (fascista io? No, sono un nazionalista che ama la patria e da quando amare la patria è un reato?) e tutto il repertorio di furbizie varie. Tuttavia la cosa peggiore da fare, avendo una legge che declama di punire fascismo, nazismo e ideologie totalitarie, è abolirla. Idea dalla quale poi hanno preso le distanze anche Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

 


 

Visto il periodo dell'anno non fa male ragionare un po' sul mercato del turismo, in cui la globalizzazione è connaturata (a meno di chiudere dentro a ogni paese i suoi stessi cittadini) per vedere come funzionano le spinte competitive e magari imparare a gestirle non facendo strepiti o cercando di far tornare il passato ma agendo sull'offerta e sulla sua qualità.

 


 

E a proposito di globalizzazione, ecco un po' di guai in arrivo sui mercati.

 


 

Ma forse nel mondo è ricominciata la crescita della dinamica salariale.

 


 

E se un venerdì d'agosto a cena qualcuno volesse parlare della giusta interpretazione di dati apparentemente in crescita della produzione industriale ecco un consiglio per leggerli bene e così rintuzzare il vicino di tavolo aperturista. Ma non dimentichiamo l'incipiente botta da spread.



 

Attenzione attenzione! Questo potrebbe essere uno degli scivoloni peggiori del decreto voluto in fretta e furia da Luigi Di Maio.

 

Ops, questa un po' fa ridere.

 


 

Se ne parla tanto riguardo all'Italia ma non dimentichiamo che i primi a descrivere il problema delle influenze russe sulla campagna elettorale sono stati gli americani.

 


 

Per lo Olimpiadi più si è e più ci si diverte, dice il Coni.

 


 

Roma è sempre fonte di news grottesche. Questo cartello che segnala la spiaggia di Roma vince la classifica estiva delle scemate raggesche.



 

Spiagge e caldo, come butta per le attese piogge?

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Commenti all'articolo

  • marlibertas

    04 Agosto 2018 - 10:10

    La libertà di espressione dovrebbe essere uno dei capisaldi fondamentali di una società liberale. Senza libertà di espressione, una società non può dirsi né liberale né democratica. Purtroppo ormai la libertà di parola. è sotto attacco gravissimo in tutta l'Europa nord occidentale e negli Stati Uniti, dove persino il Primo Emendamento si rivela ormai insufficiente a difendere i dissidenti dalla furia censoria di università, grandi corporations e persino istituzioni finanziarie (vedi PayPal che cancella gli account di chi esercita anche la benché minima forma di dissenso rispetto al perbenismo intollerante della sinistra (ormai sempre più estrema)). In svariati paesi d'Europa, Inghilterra e Germania in primis, ci sono persone in galera soltanto per aver espresso delle opinioni. È questa la vostra idea di democrazia liberale? PS: non avrei mai immaginato che un giorno si questo giornale di sarebbe difesa una legge contro la libertà di parola, ma tant'è...

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