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Dall'ultimatum di Di Maio a Salvini al futuro di Cuba. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

18 Aprile 2018 alle 17:54

Dall'ultimatum di Di Maio a Salvini al futuro di Cuba. Di cosa parlare a cena

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Da Matteo Salvini "mi aspetto una risposta definitiva entro questa settimana. Il tempo è finito", ha detto Luigi Di Maio al termine delle consultazioni a Palazzo Giustiniani. Il capo politico di M5s ha appreso che Casellati ha avuto un incarico esplorativo, al quale comunque non fa grande onore, anticipando di voler spiattellare i suoi punti programmatici (ehm..) anziché ragionare di politica. Salvini fa esplorare (inteso come verbo transitivo) i capigruppo e se ne va a Catania. Per Di Maio affidiamoci al verbale ufficiale, cioè al Fatto

 

Confindustria vede una possibile frenata nel (ritmo di crescita del) pil nel primo trimestre, la produzione industriale dà segnali di rallentamento, il Fondo monetario internazionale segnala rischi in aumento per la stabilità finanziaria con un attenzione speciale per le banche europee. L'unico a non accorgersene è il nostro caro spread che se ne sta buono buono in zona 122 (potrebbe andare meglio non è drammatizzante e quindi non riesce ad avere impatto su politica, esplorazioni, maggioranze, governi...).

 

A proposito, è un po' fuffa accademica, ma diverte che l'Economist dica che gli economist(i) non capiscono un cavolo

  


 

In Italia non interessa tanto, eppure ce ne sarebbe per accendere gli animi e la propaganda anti-europeista (nel frattempo opportunamente sbianchettata), ma in Europa c'è il caso Selmayr ormai al culmine dello scontro istituzionale. Se ne parla a cena? Difficile, ma possibile trovando la chiave giusta. Ce n'è qualcuna proponibile: dall'intrigo di palazzo con Juncker chiamato in causa, alla asserita torbidezza del personaggio, c'è la stessa disattenzione, di cui parlavamo, degli europeisti e anti-europeisti italiani (pensate che dopo tanti golpe nazionali attribuiti alle pressioni europee ecco ora un golpe, tutti gli altri sinonimi più gentili sono ben elencati da David Carretta proprio all'incrocio tra Commissione e Parlamento Ue. Beh, in questi termini due parole e anche qualche sorriso tirato a cena ci possono scappare:

 


 

Antisemitismo e violenza a Berlino, nel giorno della memoria. Lo Spiegel fa notare che gli aggressori usano la parola araba per indicare gli ebrei.

 

Starbucks chiuderà 8.000 locali per un giorno per far fare corsi di anti-razzismo ai suoi dipendenti.

  

A Cuba, non avendo più il grande faro ideologico del comunismo, si ispirano alle novità italiane, al vento che cambia, per cui tra qualche giorno avranno il Garante, Raul Castro, e qualcuno che va al governo.

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Commenti all'articolo

  • quadroemerito

    18 Aprile 2018 - 18:06

    di maio mette veti, di maio perde la pazienza, di maio pone ultimatum. manca solo un discorso alla finestra del tipo: "grillini di terra, di mare e dell'aria ... un'ora segnata dal destino ... l'ora delle decisioni irrevocabili ..." e siamo a posto!

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