L’uomo che ha sgozzato i figli e s’è ammazzato e Lyudmila, l’ex moglie di Putin, che si è sposata un toy boy

8 Febbraio 2016 alle 09:28

L’uomo che ha sgozzato i figli e s’è ammazzato e Lyudmila, l’ex moglie di Putin, che si è sposata un toy boy

Vladimir Putin con l'ex moglie Lyudmila

DELITTI
. Due donne uccise dai compagni

Luana Finocchiaro, 41 anni. Di Misterbianco, Catania, alle spalle un matrimonio finito da cui aveva avuto due figli, nel 2011 s’era messa con Vincenzo Di Mauro, 37 anni, appena uscito di galera dov’era finito nel 2000 perché aveva strangolato un vicino di casa che ci aveva provato con la sua fidanzatina di allora. Con Di Mauro la Finocchiaro aveva fatto un altro figlio ma poi, siccome l’uomo, «violento e collerico, gelosissimo», la picchiava di continuo, s’era decisa a lasciarlo. L’altra sera lui andò a casa di lei e durante l’ennesima lite, mentre il bimbo dormiva nella sua cameretta, le strinse le mani attorno al collo finché non smise di respirare.
Sera di domenica 31 gennaio in un appartamento in via Garibaldi nel centro di Misterbianco, hinterland di Catania.

Hubert e Giulia Palmerini, 13 e 8 anni. Di Vaiano, piccola frazione di Castiglione del Lago, figli della polacca Katarzyna, 47 anni, e di Maurilio Palmerini, 58 anni, ex informatore farmaceutico caduto in disgrazia e pieno di debiti, in cura da anni per una brutta depressione. I compaesani aiutavano la famiglia donando cibo e vestiti e offrendo al Palmerini qualche lavoretto, ma qualche giorno fa gli era pure arrivato l’ordine di pignoramento deciso dal tribunale. Sabato mattina Hubert, alunno modello che l’anno scorso aveva vinto una borsa di studio, dormiva in camera sua quando il padre, in pugno un coltello, gli si avvicinò in punta dei piedi e lo sgozzò. Quindi raggiunse Giulia che guardava i cartoni in salotto davanti alla tv e colpì alla gola pure lei. La moglie si precipitò a difendere i bambini, Palmerini la ferì al volto e alla testa, lei corse in cortile a chiedere aiuto, lui la inseguì dicendo «non gli ho fatto niente, vieni a vedere», una vicina la fece entrare in casa e mentre il marito prendeva la porta a calci e pugni la donna chiamò i soccorsi: «Ci sta ammazzando tutti, correte, fate in fretta». Subito dopo il Palmerini si arrampicò sul bordo del pozzo di casa, arrivarono un carabiniere e un vicino che tentarono di convincerlo a scendere ma lui disse più volte «non vi avvicinate, tanto non mi fermate: non potete capire cosa ho fatto ai miei figli» e si buttò di sotto.
Alle 11 e 30 di sabato 30 gennaio in un casolare a Vaiano, 260 anime nelle campagne al confine fra Umbria e Toscana.

Marinella Pellegrini, 55 anni. Impiegata, viveva in un’elegante casa a Brescia col marito Paolo Piraccini, 56 anni, ex ristoratore e ora titolare di una tabaccheria. I due a detta dei vicini erano «una coppia tranquilla, felice». Lui però di recente aveva scoperto d’avere un tumore al braccio e da allora s’era fatto assai depresso. Lunedì sera, durante una lite scoppiata chissà perché, l’uomo afferrò un coltellaccio da cucina, lo affondò nella gola della consorte fin quasi a decapitarla, quindi telefonò al cognato («Ho fatto una sciocchezza, ho ucciso Marinella, adesso mi ammazzo») montò in auto e s’andò a schiantare contro un tir nella corsia di sorpasso della A4 presa contromano.
Intorno alle 22.30 di lunedì 31 gennaio in via Cefalonia, a Brescia, e a Ospitaletto, sull’autostrada A4.

Ezio Sancovich, 62 anni. Residente a Rubano in provincia di Padova, consulente esterno della Moncler, sposato, due figlie, «tutto casa e lavoro», appassionato di palestra e bicicletta, bell’uomo, sempre curato, tempo fa aveva prestato sedicimila euro all’amico e socio Renato Rossi, 68enne originario di Ferrara ma residente a Martellago (Venezia), disegnatore di capi d’abbigliamento, grande appassionato d’armi che sul suo profilo Facebook postava selfie con fucili e pistole ma anche la foto del nipotino seduto sul divano col kalashnikov. Lunedì scorso i due si incontrarono per la restituzione dei soldi, Rossi però non li aveva e così scoppiò una lite. A un certo punto Sancovich fece scendere l’amico e quello allora gli sparò tre colpi di pistola alla testa.
Sera di lunedì 1 febbraio a Piombino Dese, in provincia di Padova.

SUICIDI

Arturo Politi, 67 anni. Ex controllore comunale presso il casinò di Sanremo, sposato, due figli, l’altro pomeriggio, a Bordighera, scavalcò l’alta ringhiera che separa la passeggiata sul mare dai binari dei treni e quando vide arrivare l’intercity partito da Ventimiglia e diretto a Milano si buttò sotto le carrozze lasciandosi stritolare. Nessun biglietto.
Verso le 17 di venerdì 5 gennaio a pochi metri dalla stazione di Bordighera, Imperia.

Aldo Lamanna, 42 anni. Originario di Cosenza, parroco della chiesa della Santissima Annunziata a Tropea e anima dell’oratorio “Amico Cuore” da lui stesso fondato anni fa, da qualche tempo non era più lo stesso: appariva cupo e turbato e aveva chiesto ai fedeli di pregare per lui. L’altro pomeriggio durante una funzione religiosa uscì dalla chiesa, raggiunse un punto del convento che sporge sulla rupe, e si buttò di sotto. Volo di una quarantina di metri.
Verso le 17.30 di venerdì 5 febbraio a Tropea, Vibo Valentia.

AMORI
. Giorgia Meloni vorrebbe un maschietto

LINGUE La fidanzata di Luigi Di Maio si chiama Silvia Virgulti. Quarant’anni, nata a Casalmaggiore (Cremona), è laureata in Glottologia all’istituto di Romanistica di Vienna. Dichiara di sapere otto lingue. Al corso di inglese, che tiene con la My Life, si presenta come «genio delle lingue». Ha collaborato con le ambasciate di Canada e Stati Uniti. Si presentò a Gianroberto Casaleggio, sponsorizzata dai fratelli Pittarello, con un curriculum e due documenti: una tesina sulla psicologia e un’analisi degli errori di postura in tv di alcuni parlamentari 5 Stelle. Casaleggio apprezzò e da allora diventò la «coach tv» di alcuni eletti (Morra, Di Stefano, Toninelli, Di Battista e altri). Con Di Maio si è fidanzata nell’estate del 2014. Secondo i fuoriusciti del partito «lui è teleguidato con l’auricolare, come Ambra da Boncompagni» (Alessandro Trocino, Corriere della Sera 4/2).

SPIRITO SANTO Giorgia Meloni è incinta al terzo mese. Quando l’ha annunciato, sul palco del Family Day, è stata coperta da «insulti, attacchi, assalti feroci che mai avrei immaginato potessero arrivare». Il compagno è Andrea Giambruno, autore Mediaset: «Vorrei rassicurare tutti quelli che dubitavano, un uomo ce l’ho, non è stato lo Spirito Santo». Le piacerebbe avere un figlio maschio: «Vengo da una famiglia di sole donne, sorella, nipoti, ho pure il cane femmina, vediamo se riesce il miracolo!». Può darsi che si sposerà: «Chissà, vediamo che succederà». Quasi certo, invece, che non si candiderà come sindaco a Roma: «Non c’è dubbio che una campagna elettorale che si concluderebbe al settimo mese ti porta a pensare che non sia la strada giusta» (Paola Di Caro, Corriere della Sera 4/2).

LYUDMILA/1 L’ex moglie di Putin, Lyudmila Shkrebnieva, si è risposata con un uomo di vent’anni più giovane di lei. Lo scrive il giornale Sobesednik. Lo sposo è Artur Ocheretnii, che non ha ancora 38 anni. Secondo Sobesednik, la donna abita a San Pietroburgo, in un appartamento intestato a Liudmila Ocheretnaia, i cui dati anagrafici in effetti coincidono con quelli dell’ex moglie di Putin (Ansa.it 25/1).

LYUDMILA/2 Cinquantotto anni, laureata in lingua spagnola e filologia a Leningrado, Lyudmila sposò Putin il 28 luglio del 1983: dal matrimonio sono nate due figlie, Maria, nel 1985, e Yekaterina (Katja) nel 1986. Scomparsa dalla scena pubblica dopo l’annuncio del divorzio dal presidente russo, nel 2013, ha alimentato leggende metropolitane che la volevano reclusa in convento o sposata con un cantante. Dopo il divorzio, molte indiscrezioni sul matrimonio sono trapelate attraverso un libro, scritto da un’amica della coppia, Irene Pietsch, che conobbe i Putin nel 1995. «Lui è un vampiro», avrebbe detto la moglie del presidente russo. «Merita un monumento chi riesce a stare tre settimane con lei», avrebbe replicato Putin. Una delle lamentele maggiori della signora Putin confidate all’amica era l’isolamento, a cui la costringeva la vita del marito. A Putin vengono attribuite varie amanti contemporanee al matrimonio, fino a quando s’innamorò di Alina Kabaeva, ex campionessa olimpica diventata nel 2007 2007 rappresentante del partito Russia Unita e poi capo del Gruppo nazionale per i media. L’ex ginnasta ha ora 32 anni e ha avuto due bambini, un maschio e una femmina. Anche se le fonti ufficiali hanno sempre smentito, tutti sono convinti che siano figli di Putin (Corriere.it 25/1).

PALO L’Associazione Animalisti Italiani Onlus e alcuni cittadini di Roma hanno denunciato un uomo che abusava di un’asinella legata a un palo tramite una corda molto corta, nel Parco della Caffarella. Le prime segnalazioni sono arrivate il 25 gennaio quando una signora a spasso con il cane si è trovata davanti alla scena: «Non credevo ai miei occhi». Il fatto si è ripetuto anche nei giorni seguenti, perfino davanti ai bambini che frequentano il parco. L’uomo è stato denunciato per maltrattamento. Spiegano quelli dell’Associazione Animalisti: «La violenza è sempre un reato, sia perpetrata su un animale che su un essere umano» (Elena Panarella, Il Messaggero 5/2).

VITTORIA Per la prima volta l’edizione italiana di Playboy mette in copertina una trans. Si tratta di Vittoria Schisano, nata come Giuseppe 33 anni fa a Pomigliano D’arco, provincia di Napoli. Giuseppe nel ’98 si trasferì a Roma per entrare in accademia e studiare recitazione. Partecipò a diverse fiction su Rai e Mediaset, fino a quando, nel 2011, dichiarò pubblicamente di aver intrapreso il percorso per cambiare sesso. Nell’aprile 2014 diventò definitivamente donna in una clinica di Barcellona. Racconta: «Avevo cinque anni, volevo essere come mia sorella più grande e sognavo di fare l’attrice. Ma come spesso capita, nessuno spiega nulla quando si è piccoli. Ho cercato di esorcizzare i pensieri facendo essere Giuseppe sempre più uomo, tramite la barba per esempio. Fino a quando, cinque anni fa, la svolta. Ho avuto il coraggio di dire a me stessa la verità e sono rinata. Giuseppe oggi lo vivo come un fratello» (Adriano Scianca, Libero 4/2).

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