Il dott. citt. Roberto Fico presidente della Camera dei Deputati convenzionata con la Casaleggio Associati

La passeggiata fino al Quirinale tra carabinieri e agenti di scorta doveva dare un'immagine di sobrietà e semplicità, ma ha finito per ricordare la marcia di Alberto Sordi in "Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue" (1969) di Luciano Salce.

24 Aprile 2018 alle 18:29

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Se questa rubrica dovesse scoprire le carte e dichiarare la propria filosofia, cercherebbe aiuto in una pagina de L'individualismo statalista di Giancristiano Desiderio: 

La commedia è la cifra stilistica dell'anima nazionale. La recita è la ragion pratica della politica. (...) La caratteristica di fondo del discorso pubblico del politico italiano è la falsità: il politico non crede in ciò che dice. Calcolo? Astuzia? Machiavellismo? No. Banale recita. Il politico non solo dice il falso, ma è autorizzato a dirlo. Da chi? Dagli italiani che fingono di credergli. Finge chi parla, finge chi ascolta. È una recita collettiva. Corale. La nazione messa in scena.

Viviamo in una democrazia rappresentativa, sì, ma l'aggettivo ha subito qui una strana torsione: più che la rappresentanza politica comunemente intesa, ci interessa la rappresentazione in senso teatrale, la messinscena. Con il voto, concorriamo alla programmazione di una nuova stagione di spettacoli. E così, una dopo l'altra, abbiamo consumato sul palcoscenico tutte le fasi politiche che altrove producevano effetti reali: abbiamo avuto la recita della rivoluzione liberale senza rivoluzione liberale, la recita della terza via senza terza via, e altre gustose parodie; le abbiamo applaudite per un po', ce ne siamo annoiati e siamo passati oltre, con l'illusione consensuale di averle vissute davvero. Ecco perché, quando un nuovo potere s'insedia in Italia, la prima domanda da farsi è sempre questa: che spettacolo sta mettendo in scena?

Dobbiamo esser grati al nuovo presidente della Camera Roberto Fico e alle scenette che continua ad allestire a beneficio di fotografi e telecamere dal primo giorno del suo insediamento, perché danno un'idea degli spettacoli che saranno in tabellone in questa stagione politico-teatrale dominata dai professionisti dell'anticasta. L'ultima gag, la passeggiata del cittadino Fico fino al Quirinale con uno stuolo di otto uomini di scorta e un cordone di venti carabinieri, il tutto pur di non salire su una stupidissima auto blu, valeva da sola il prezzo del biglietto. Complicare inutilmente la vita e il lavoro a degli incolpevoli agenti perché facciano da comparse nel teatrino dell'Uomo Qualunque approdato alla terza carica dello Stato: riuscite a immaginare una rappresentazione più lampante, quasi didascalica, dell'imbroglio grillino? I déjà-vu della commedia all'italiana non perdonano.

Dove abbiamo già visto quella scena? In un primo momento avevo pensato al feroce cavalier Catellami (o Catellani: è una questione filologica aperta), il Gran Maestro dell'Ufficio Raccomandazioni e Promozioni che avanza per i corridoi della megaditta di Fantozzi circondato dai suoi lacché. Chissà che Roberto Fico non faccia piazzare nell'atrio di Montecitorio la statua della mamma che fa la maglia, così che tutti i deputati possano renderle omaggio all'entrata e all'uscita.

Due affezionatissimi lettori del Foglio (come faremmo, senza di loro?) hanno avuto però altre reminiscenze. Massimiliano Mingioni, davanti a quella buffa processione in pellegrinaggio verso il Quirinale, ha ripensato alla scena di Brutti, sporchi e cattivi (1976) di Ettore Scola in cui la popolosissima famiglia di Nino Manfredi va tutta unita al battesimo. Ma l'imbeccata decisiva è arrivata da Riccardo Giuliana, che mi ha fatto capire da dove veniva quell'impressione di cose già viste: Alberto Sordi alias Guido Tersilli, l'ambiziosissimo medico della mutua diventato finalmente primario, che cammina tutto fiero per i corridoi della clinica Villa Celeste circondato da praticanti, suore e infermieri, sulle note della Marcia di Esculapio di Piero Piccioni. Ecco, un nuovo film potrebbe chiamarsi Il dott. citt. Roberto Fico presidente della Camera dei Deputati convenzionata con la Casaleggio Associati; ma la colonna sonora non la cambierei.

Ennesima riprova che il comico involontario è il nostro scotto: da quando abbiamo disimparato a girare le commedie, siamo costretti a viverle.

Guido Vitiello

Fondatore, qui sul Foglio, dell'Ordine mendicante dei Padri weimariani, che pregano per scongiurare l'apocalisse della Repubblica. Bibliopatologo per Internazionale. Accanto a questi lavori largamente immaginari, insegno cinema alla Sapienza di Roma, collaboro anche con IL e scrivo libri di vario argomento. Tutto il resto (se c'è) è su guidovitiello.com

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    06 Giugno 2018 - 19:07

    Dietro l'ironia c'è tanta amarezza; anche se di commedie all'italiana ne abbiamo già viste, quest'ultima è molto vicina a quella recitata dal balcone di Palazzo Venezia in Roma al quale assistevano le c.d. adunate oceaniche.

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  • massimo

    27 Aprile 2018 - 15:03

    Bel pezzo e divertente. In effetti Sordi avrebbe interpretato perfettamente i nostri eroi misteriosamente comparsi a Roma

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  • emiron

    25 Aprile 2018 - 19:07

    Da applausi a scena aperta!

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  • guido.valota

    24 Aprile 2018 - 19:07

    Centro, come sempre. Grazie per i minuti di lettura piacevolissima, e per aver rimesso le cose al loro posto.

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