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si è scaricata la batteria

Il telefono fisso è morto, ma quanto è difficile infilare nel romanzo lo smartphone

Oltre a a ostacolare i film dell’orrore, la faccenda ostacola i romanzieri. Bisogna trovare un modo per scaricare la batteria: il “non c’è campo” è una gag a cui nessuno crede più

1 Agosto 2020 alle 06:07

Il telefono fisso è morto, ma quanto è difficile infilare nel romanzo lo smartphone

Assia Noris nel film La casa del peccato

Marcel Proust – uno che trovava appassionante la lettura dell’orario ferroviario - era incantato dai telefoni, e dal loro mischiarsi con le faccende di cuore. Il telefono è lì, potrebbe squillare ma non squilla, oppure squilla ma non è la voce che fa palpitare. Non troviamo più la citazione precisa – come sempre quando serve, restringiamo però il campo a “La prigioniera”, tra i sette volumi che compongono il monumento. Ma ci sono pure i pensieri magici che qualsiasi adolescente,...

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Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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