Cinque anni di Arf! il festival dove il fumetto è protagonista

Sara Di Carlo

Chiacchierata con Daniele “Gud” Bonomo, uno dei fondatori dell'evento, diventato punto di riferimento per Roma e per l'Italia

Il fumetto torna di nuovo protagonista con Arf!, festival di storie, segni e disegni, dal 24 al 26 maggio al Macro Testaccio La Pelanda di Roma. Giunto alla quinta edizione, il festival si espande fino a conquistare 10 mila metri quadri di spazi dedicati a mostre, stand di case editrici e luoghi di incontro con il pubblico con dibattiti e masterclass. A raccontarci delle novità di questa edizione è uno dei fondatori del festival, il disegnatore Daniele “Gud” Bonomo. “È una bellissima sensazione tornare a presentare Arf! per la quinta volta. L'idea è che stiamo percorrendo una strada importante per riportare l'attenzione sul fumetto all'interno di un festival a lui dedicato. E il fatto che ogni anno conquisti sempre più spazio è motivo di grande soddisfazione”.

  

In cinque anni Arf! è diventato un punto di riferimento per Roma e per l'Italia, un festival che ruota tutto intorno al fumetto. Una ricetta “semplice” che offre spazio al fumetto, ai suoi autori e autrici, alle case editrici e soprattutto ai lettori. A questo, i fondatori – assieme a Gud, si sono lanciati in questa scommessa vincente anche Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi – hanno aggiunto una buona dose di passione, che ha permesso al festival di raggiungere il suo obiettivo. Anche quest'anno ci saranno le grandi mostre con i maestri del fumetto: quella dedicata a Tex, tra i fumetti italiani più longevi, quelle di Giuseppe Palumbo, Frank Quitely, Attilio Micheluzzi. E le mostre di Kalina Muhova e Vinci Cardona, i vincitori del Premio Bartoli 2018 ricevuto alla scorsa edizione di Arf!. Non è la prima volta che il fumetto entra in un museo, ma ogni volta che accade offre una sensazione unica, spiega Gud: “Il fumetto è, oltre che un linguaggio straordinario, anche un mezzo di comunicazione e di espressione artistica. L'attenzione che sta ricevendo in questi ultimi tempi ne è la dimostrazione più evidente e il giusto riconoscimento”.

   

Un'anticipazione di ciò che è Arf! e di tutto ciò che ruota intorno a questo festival è stata la mostra Beyond Blacksad di Juanjo Guarnido, inaugurata il 16 maggio e realizzata in collaborazione con l'Istituto Cervantes di Roma. La mostra è dedicata a una delle opere noir più apprezzate dal panorama internazionale: Blacksad è un gatto detective dal trench stropicciato che indaga (o fa a botte e pistolettate) in un'America anni Cinquanta ispirata ai classici hardboiled. Non mancano i tòpoi del genere, tra bar malfamati, femmes fatales, droga, jazz, razzismo e Guerra Fredda. Però tutti i personaggi sono animali antropomorfi, i cui caratteri rispecchiano la propria fisionomia. L'esposizione è aperta gratuitamente al pubblico fino al 29 giugno, visitabile presso la Sala Dalí dell'Instituto Cervantes di Roma. Un “prolungamento” di Arf! che varca la soglia dello spazio de La Pelanda, per raggiungere un altro pezzo della Capitale. Sarebbe bello vedere sempre più fumetto in città, magari tra le strade ed i palazzi, un po' come accade a Tokyo, prosegue Gud: “L'idea di Arf! è quella di entrare nel tessuto della città durante il mese di maggio e non solo. La mostra organizzata in collaborazione con l'Istituto Cervantes ne è una dimostrazione tangibile che non resterà, ne sono certo, un caso isolato”. E a proposito di Giappone, quest'anno per la prima volta ad Arf! compare il manga, con una masterclass del mangaka Yoshiyasu Tamura: “Per affrontare il fumetto a tutto tondo – spiega Gud – ci siamo resi conto che mancava un'area dedicata al Manga, così da questa edizione arriva la MangArf! con una mostra sui 30 anni del manga in Italia, curata da Susanna Scrivo e un'area a stand con realtà che pubblicano e divulgano la cultura del fumetto giapponese”. La masterclass di Tamura, “Komawari. L’uso della vignetta nella narrazione del manga”, è un altro tassello per aumentare l'offerta in questa direzione, oltre alle lezioni con Gabriele Dell'Otto, Casty, Stefano Disegni, Davide Toffolo, Mauro Boselli, Katja Centomo ed Emanuele Sciarretta, tutti grandi protagonisti del fumetto italiano contemporaneo.

  

Un altro punto saldo del festival è la Job Arf!, un luogo che mette in contatto le case editrici con gli aspiranti fumettisti, sceneggiatori e tutte quelle figure che ruotano attorno alle nuovelette: “La Job Arf! è uno dei cuori pulsanti del festival, dove si respira l'energia di chi vuol realizzare i propri sogni e diventare un professionista”, dice Gud. Gli incontri tra editor e aspiranti professionisti del settore, nelle edizioni passate, hanno portato alla pubblicazione di più di trenta libri nati proprio in quest'area. E poi c'è la Self Area, l'unica zona del festival ad ingresso libero dedicata a piccole case editrici, autoproduzioni, fanzine e artisti esordienti. Come Arte Sghimbescia, al secolo Cristiana Fumagalli, che dalla Brianza a Roma si appresta a partecipare ad Arf! per la prima volta e confrontarsi con un pubblico diverso: “Conoscevo Arf! già da qualche anno ma per un motivo o per l'altro non ho mai potuto partecipare”, dice Cristiana al Foglio. “Mi piace l'idea che questo festival offra ampio spazio alle autoproduzioni, considerando che fino a poco tempo fa questo era un 'settore' classificato come nicchia per appassionati e curiosi, all'interno del quale ho potuto interfacciarmi con produzioni innovative e non mainstream”. Il suo stile è un mix tra fumetto giapponese e americano, molto ben costruito attorno a un tratto delineato in modo chiaro. Un esempio di come anche chi si affaccia al mondo del fumetto, magari da una porta laterale, possa avere l'opportunità di confrontarsi sia con il grande pubblico, sia con altri talenti, ma sopratutto con i professionisti del settore.

  

   

Ad Arf! sarà riservato uno spazio anche per i più piccoli, con la Kids Area. Un modo per avvicinare i bambini al fumetto, per formarne i futuri lettori, ma anche per spingere i più piccoli ad esplorare la nona arte e diventare magari gli artisti di domani. Oltre ai laboratori, con grandi nomi della letteratura per ragazzi dedicati ai bambini dai 4 ai 12 anni, c'è a disposizione una libreria specializzata per fumetti e libri illustrati per l'infanzia curata da Giufà, uno spazio per i piccolissimi (da 0 a 4 anni) a cura del Giardino della Talpa, con tavoli gioco di Djeco e Fatatrac, il tutto condito dai colori di Kiki Face Painter. Arf! lascia che il suo “giardino” sia seminato dai bambini, nella speranza di vederli crescere artisticamente. Un festival per appassionati, un momento di incontro con i propri autori e autrici di riferimento o l'inizio di un percorso professionale. “Spero saremo ancora qui tra vent'anni a raccontarci e a vivere un festival che mantiene nel tempo la sua tangibile passione per il fumetto”, conclude Gud, che ora è in pausa con il suo lavoro di fumettista e tornerà sul tavolo da disegno conclusa questa edizione di Arf!.

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