Vera, favola mia

Lettere d’amore dello scrittore geniale alla moglie. Lui era Vladimir Nabokov, lei la sua maschera e musa, traduttrice e dattilografa

27 Novembre 2017 alle 10:59

Vera, favola mia

Vladimir e Vera Nabokov. Foto via Wikimedia Commons

Era una sera di primavera, per l’esattezza l’8 maggio 1923, quella del primo incontro a Berlino tra due ventenni russi, destinati a formare un sodalizio favoloso, diventando una delle coppie più salde nella letteratura del Novecento e il nucleo propulsore dell’opera di un genio. Lei era Vera Slonim, poliglotta, patita di poesia, traduttrice in proprio dal bulgaro e dall’inglese. Secondogenita di un avvocato ebreo di San Pietroburgo, era fuggita con la famiglia a Mosca, a Kiev, a Sofia e infine...

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