Ma Annalisa e le altre un giorno diventeranno Patty Pravo? Anche no

Fare Zapping su “Malattie imbarazzanti” per fuggire la noia e quasi perdersi la vincitrice. Il grande calembourista Frassica. Differenze tra Sir Elton e Coatto Eros

11 Febbraio 2016 alle 12:19

Ma Annalisa e le altre un giorno diventeranno Patty Pravo? Anche no

“Uno che piscia da sotto in su
e tutti che cantano I love you”

 

Din. “Attenzione che questa potrebbe vincere, eh”. Io che, giuro, per fuggire il grande sonno di una seconda puntata più piatta della prima stavo facendo zapping su “Malattie imbarazzanti”, come credo a quell’ora quasi tutti i teenager che non erano su PornHub, quasi me la perdevo. “Chi è?”. “Maria De Filippi. Scuderia. Poi ha fatto un mare di Sanremo. Poi torna nell’ombra”. Grazie Gesù che hai creato WhatsApp. “E si chiama?”. “Annalisa. C’è scritto!”. (!!!) Noemi, Arisa, Anastacia, Annalisa… A parte che io tutte queste senza dignità di cognome mi sembrano un insulto alla parità, a Mara Carfagna. Comunque gran voce, paroliere che sembra Verlaine (unico verso d’amore sentito in due sere: “Accarezzami lo sterno”. Grazie Rocco Tanica di avere inventato Elio), non ho ancora letto i pagellatori ma sarà andata benissimo. Però guardala che la riguardi, dici: a parte il vestito da sposa da matrimonio Ikea, lei, tra cinquant’anni di carriera, lei sarà come Patty Pravo, sublimata in un ideogramma? Un port de bras anche soltanto simile? Non sarà per colpa del  girovita generoso, ma no. E’ colpa credo della vita che non le gira attorno, che ha smesso di girare attorno da un pezzo a questa musica, ad Annalisa e a quegli altri lì, Valerio “Iddio-lo-perdoni” Scanu, Alessio Bernabei, persino Neffa. Il problema del futuro è il riciclo della plastica. Anche il pvc ingiallisce, lo sapevate?

 

Din. “Questa è la colonna sonora di Cinquanta sfumature di grigio”. Ah. “Lei incarna il mistero degli youtubers”. Capito! Quelli che diventano famosi e nessuno sa perché. Ellie Goulding, a parte che è vestita come per andare ad Antigua dal Cav., spiega che là fuori, fuori dall’Italia almeno, c’è un mondo uberizzato dove da YouTube vai agli Grammy direttamente, senza passare manco più dai talent, e noi invece siamo ancora qui con quelli che tornano sempre a Sanremo, e ti chiedi che cosa cazzo abbiano fatto nel loro frattempo, perché uno c’aveva un parente Rai nel secolo scorso e facevano il Giulio Cesare insieme. Voi YouTube, noi sempre Campo de’ Fiori. Insomma gli Zero assoluto. Din. “Come gli 883, canta uno solo”. Io metto su subito l’aria di quello che ha visto gli Anni 60: “Beh, anche Simon and Garfunkel”. Mi accorgo subito che ho detto una cazzata. Uno a zero per l’angelo nel social-mondo.

 

Ma è che ci sono le due Italie incommensurabili, e hai voglia quelli del Servizio di Governo Pubblico di tenerle insieme. La Rai, nell’intervallo di quello che dovrebbe essere il nostro Super Bowl, manda in onda la pubblicità dei Durex e quella dei prodotti per la micosi delle unghie. Capito tutto. O meglio capisce molto meglio @mattiafeltri: “L’utero in affitto è regolato per legge in Uk dal 1985, anno in cui i Ricchi e Poveri vinsero a Sanremo con Se mi innamoro”.

 

[**Video_box_2**]Perché comunque poi mi sembra, mi sembra a me, eh, che tutti i temi girano lì, e tutti in non detti di Pippo Baudo, o insomma Carlo Conti, che sono fatti dello stesso materiale fibroso. Insomma il TEMA. Frassica è un genio, ve lo giuro a mio rischio. E’ un calembourista naturale, di pancia. Ma “Fate le ignoranti” è la vendetta perfetta, la messa al bando in un corto circuito da linguistica generativa, di tutte le bindelle arcobaleno che sventolano tutti gli altri. E giusto per dire, se avete capito, dopo ieri sera, la differenza tra Elton John e Eros Ramazzotti: che Elton John è un baronetto di Sua Maestà e sa stare al mondo e quando parlare e quando cantare. Ramazzotti è un coatto del pop latino che continua a cantare dentro nei dischi perché c’ha i figli da mantenere. E se nella scaletta all’inizio della scena gli hanno messo una cosa, lui prima o poi la dice.

 

(0.26 “Ah scusa ricordati mentre c’era Sanremo, Telese mandava in onda il documentario definitivo su USTICA. Ma Niente, nessuno se l’è cagato”.
0.28 “Ma non è per Ustica, è che è TELESE”).

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