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Avere i colori sempre davanti agli occhi può farceli sembrare scontati ed irrilevanti: eppure sono strumenti di tabù, codici e pregiudizi, influenzano molto più di quanto si creda i nostri comportamenti ed il nostro linguaggio. I colori principali sono sei: il morigerato blu, l’ orgoglioso rosso, il virginale bianco, l’ inaffidabile verde, il sinistro giallo e il sontuoso nero.

4 Settembre 2009 alle 12:13

Avere i colori sempre davanti agli occhi può farceli sembrare scontati ed irrilevanti: eppure sono strumenti di tabù, codici e pregiudizi, influenzano molto più di quanto si creda i nostri comportamenti ed il nostro linguaggio. I colori principali sono sei: il morigerato blu, l’ orgoglioso rosso, il virginale bianco, l’ inaffidabile verde, il sinistro giallo e il sontuoso nero.
Il blu è il colore dei faraoni,poco amato dai romani perché fisicamente instabile: infatti in latino manca una parola precisa per definirlo. La Chiesa paleocristiana non lo inserì tra i paramenti liturgici, poi però, attorno al XII secolo, tutto mutò: Dio è luce e la luce è azzurra, la Vergine acquisisce il manto azzurro e il colore finisce sugli stemmi nobiliari, nel 1720 si inventa il blu di Prussia, ed il colore diventa un simbolo per l’ Occidente: Onu Unesco e Unione Europea hanno adottato la bandiera blu.
In latino la parola “coloratus” significa rosso, dunque il colore per eccellenza, in russo la parola rosso (krasnoi) coincide con bello: la Piazza Rossa si chiama così perchè è bella. Il rosso è il re dei colori. A Roma, gli imperatori ed i centurioni vestivano di rosso, ma anche lo Spirito Santo si manifestò in fiamme rubine. Rosso è il colore di Satana e di Cristo, di cui rievoca il sangue versato. Ricavato da sostanze preziose e rare e dalle conchiglie, era usato per colorare gli abiti più importanti, come quelli delle spose.
Il bianco nuziale arriva dopo, quale simbolo di purezza e di luce divina. I latini disponevano di due bianchi, l’ albus (bianco opaco) ed il candidus (bianco brillante). Uno dei colori piu’ stabili, come gli altri carico di valenze opposte: candore e purezza da un lato, e dall’ altro assenza, privazione (andare in bianco, mangiare in bianco) e di fine: per la prima volta durante la Guerra dei Cent’anni venne alzata una bandiera bianca in segno di resa. In Asia e Africa il bianco è simbolo di lutto.
Il verde, chimicamente instabile, difficile da ottenere: forse per questo è il colore del caso, della sorte e della malasorte. Nel Rinascimento uomini vestiti di verde erano giudicati scapestrati, antico pregiudizio che fa associare il colore al permissivismo. Oggi i semafori ci fanno passare con il verde, ma ci fermiamo (o quanto meno dovremmo farlo)davanti al rosso, assurto a simbolo di dissolutezza e proibizione.
Col giallo si va di male in peggio: il colore del vestito di Giuda e quindi delle terribili stelle di Davide. Nel  Medioevo ai falsari veniva dipinta di giallo la casa.
Davanti al nero, infine, si può  scegliere la via simbolica negativa (morte, funerale) o quella positiva della piu’ sobria eleganza.
 

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