Viva (Duván) Zapata! e la maledizione dei crociati

Duván, Rodri, Bremer, Carvajal e tanti altri. Traditi da un ginocchio, C'entra il troppo giocare, le troppe partite? L'aveva detto per primo proprio Rodri. Ma il legamento crociato è un infortunio tremendo e con logiche tutte sue, purtoppo. Non serve fare la guerra ai ricchi come il guerrigliero messicano
7 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 15:41
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Foto Ansa

Viva Zapata! Col punto esclamativo come nel filmone di Elia Kazan, splendido Marlon Brando coi baffi e splendido bianco e nero, quando a Hollywood facevano i film contro i capitalisti maldidos, e sceneggiava Steinbeck. Oppure Viva Emiliano Zapata, col nome, la gran rivoluzione di sassofono e percussioni latinoamericane di Gato Barbieri. Ma è soltanto una divagazione, per mandare un viva! e un in bocca al lupo a Duván Zapata, gran bravo ragazzo e tra i migliori punteros del nostro calcio. Lesione del legamento crociato e dei menischi, sabato mentre combatteva per il Toro contro l’Inter.
Ma Zapata (Emiliano) non è soltanto una divagazione, serve per ricordare che in questi mesi fioccano le polemiche sugli infortuni dei calciatori causati dal troppo giocare, troppo stress, troppe partite. Iniziò Rodri, e proprio al crociato s’è infortunato. Stessa sorte di Bremer, di Carvajal. Quindi tutti come Zapata-Brando a combattere contro i padroni sfruttatori del calcio. Però anche Alessandro Circati, del Parma, è stato tradito dal crociato in allenamento, e a inizio stagione, e stesso infortunio capitò ad Abraham, giovane e tutt’altro che logoro. E a tanti altri. Direbbe qualcuno che i crociati sono una maledizione a sé stante. Ma anche questa è solo una divagazione, forza Duván.