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Contro mastro ciliegia

La linea Sigfrido

Maurizio Crippa

Ora fa scandalo il fatto che Ranucci sia colpito dallo stesso metodo da dossier utilizzato per le soste in autogrill di Renzi e per i brogliacci di procura pubblicati senza ritegno. E che dire di Davigo e dei fogli da far arrivare al Csm? 

Occuparsi del conduttore di “Report” espone sempre a un senso di grottesco. E la lettera anonima con l’accusa di “bullismo sessuale in redazione e di servizi preconfezionati”, che circola da tempo ma che ora gli onorevoli (senza virgolette, eh Ranucci) Davide Faraone e Andrea Ruggeri hanno segnalato in Vigilanza, non fa eccezione. Le lettere anonime dovrebbero finire laddove spesso meriterebbero di finire certi servizi televisivi. Questo detto, le accuse potrebbero anche essere vere – perché no? Almeno come i sospetti “messi nel ventilatore” (espressione di Ranucci) a proposito delle soste di Renzi all’autogrill. Il grottesco sta nel tentativo di difendersi (e di difenderlo) per essere ora colpito da un metodo (il fango senza prove)  che invece quando è usato da altri è oro colato. Quando Sigfrido Ranucci riceve il video di un anonimo automobilista, anziché cestinarlo ci imbastisce una spy story. Quando certuni giornali ricevono (per via anonima) fogli d’inchiesta e cifre di conti correnti, che fanno? Quando un ex pm ora rinviato a giudizio ottiene brevi manu brogliacci d’inchiesta e s’ingegna di farli arrivare al Csm, che tipo d’operazione compie? Eppure, in quei casi, il metodo del fango va bene. Ora invece è scandalo. La linea difensiva Sigfrido fa acqua.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"