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contro mastro ciliegia

Papaveri e papere di @SabinaGuzzanti

La tragedia di Zinga induce a un velo pietoso sullo Stato Sociale, il vero congresso parrocchiale del Pd. Ma a dare un colpo mortale alla politica (e al femminismo) ci pensa Sabina Guzzanti, che si lamenta del machismo festivaliero però chiama Matilda De Angelis "la ragazza", perché manco sa chi è. Donne indignate

    Ieri sera giocava l’Inter, e con l’ansia che se Ibra scivolava dalle scale di Sanremo fischiavano rigore al Milan, indovinate che ho fatto. Però siccome non sono un irresponsabile, anche se non sono “parte delle élite e notevole politologo” come il mio amico Giuliano, so che il momento è grave e il Festival è politica. Così, su consiglio della bolla, sono andato a vedermi lo Stato Sociale. Ed ero pronto a scrivere che l’esibizione invero inguardabile, da frizzi parrocchiali, mancava solo la Mabilia dei Legnanesi, sembrava il vero congresso del Pd. Poi arriva la tragedia di Zinga, e lasciamo stare. Ma la Politica Alta non si può trascurare. Così mi imbatto in un lunare audio di @SabinaGuzzanti che commenta come una prefica addolorata un momento di Sanremo in cui si sarebbe manifestata “l’invisibilità delle donne”. “Guardate questa ragazza che non potendo parlare balla, si copre gli occhi, finge di ridere”. I due maschiacci la impallano, la spostano, “come se non esistesse”: Peccato che altre donne le rispondano subito: “Non è ‘questa ragazza’ come dici tu ma è Matilda De Angelis… Non lamentiamoci sempre degli uomini se poi noi siamo le prime a non rispettare le altre donne”. Colpita e affondata, ha risposto: “Hai ragione colpevolmente non so chi sia (ora googolo e rimedio”. Papaveri e papere.