Contro Mastro Ciliegia

Sei pecore di separazione. BoJo e la psicologia di massa

Maurizio Crippa

Il premier di Londra ha varato la "rule of six", che vieta le riunioni ristrette per evitare i contagi. Che ne sarà del tacchino della cena di Natale?

Disponendo di un curriculum da vero intellettuale, riposto in qualche armadio e forse dimenticato, è probabile che Boris Johnson conosca Massa e potere di Elias Canetti, librone di filosofia politica che gira attorno a una disturbante osservazione: gli individui hanno ripugnanza e paura di essere toccati dagli estranei e preferiscono, allo stato di natura, stare distanziati. Tranne quando si riuniscono non a piccoli gruppi, ma in massa, e allora il contatto dei corpi genera invece sicurezza e senso di forza.

 

Si fatica dunque a cogliere la logica che ha guidato il premier di Londra nel varare la “rule of six”, la regola del sei, intesa come la legge che da ieri vieta le riunioni, anche in casa e tra familiari (congiunti, diremmo in italiano) per evitare i contagi, che nel Regno Unito galoppano. Secondo Canetti, gli esseri umani aborrono la vicinanza sei per sei: basterebbe quello, no? Non si capisce bene neppure il bisogno, nella patria della democrazia e delle libertà individuali, di invitare i cittadini a “denunciare i vicini di casa” nel caso li si veda in numero pari o superiore a sette, e di comminare multe salate.

 

Ma questo in fondo è il meno. Il peggio è pensare a quanto si debba sentire solo uno come BoJo, passato dall’immunità di gregge e dal moriranno i vostri nonni al lockdown e poi ai liberi tutti, e adesso a questa versione inedita e bizzarra dei sei gradi di separazione. Nel frattempo i sudditi di Elisabetta si chiedono, pare pure un tantino incazzati, se la regola del sei gli farà balzare anche il tacchino della cena di Natale. Noi teniamoci Arcuri, va’.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"