Il teorema Mannoia

Maurizio Crippa

La cantante spiega su Facebook perché lei, donna di sinistra, aveva votato gli smandrappati a cinque stelle. E diventa un meme

Sono un paio di giorni che sui social, e probabilmente anche al bar o nei supermercati discount, la perculano tutti come se non ci fosse un domani. E quando non la perculano, è perché passano a metodologie più abrasive. Del resto, quando usa la voce per qualcosa d’altro che per cantare, Fiorella Mannoia è simpatica come la carta vetrata. E stavolta ha voluto spiegare su Facebook perché lei, donna di sinistra, aveva votato gli smandrappati a cinque stelle. E’ pentita, ma a suo modo: “Quando la mia sinistra, quella che ho sempre votato da quando ne ho diritto chiederà scusa a me e una larga percentuale di gente che ha votato da un’altra parte perché si è sentita tradita, solo allora chiederò scusa anche io”. Quest’idea delle scuse è piaciuta da matti, è diventata un meme: “L’acqua liscia si scusi per avermi tradito e costretto a sbagliare bevendo vodka”, “la parmigiana di melanzane mi chieda scusa per avermi costretto a mettere su chili di troppo”, “Fiorè te chiedo scusa se na volta ho canticchiato na canzone tua”. E anche qualcosa di meno trash e più pertinente. Ma il punto è che ha detto la verità. E se, putacaso, domenica il Pd guadagnerà un po’ di voti, molto sarà per merito del “teorema Mannoia”. Perché quei tanti che hanno votato i grillini, o con più decenza sono stati a casa, semplicemente per punire il Pd se la sono fatta passare. Magari per disperazione, magari turandosi il naso. Ha dato il permesso al Pd di usare una sua canzone. E Zingaretti, il capo degli ex traditi, l’ha pure ringraziata, romanticone. Quello che le donne non dicono, è che quando ti menano, funziona.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"