No, Fuksas a Notre-Dame no! Viva la Guglia Verticale

Maurizio Crippa

C’è da ricostruire la guglia della cattedrale e il governo francese ha invitato tutte le archistar di buona volontà a partecipare a un concorso per rifarla più bella che pria

No, dai, per favore no. Qualcuno chiami quel magnifico jupiterien di Macron e gli dica di non farlo, se no è la volta buona che ci facciamo ridare la Gioconda. C’è da ricostruire la guglia di Notre-Dame, quella che era bruciata come un fiammifero, e il governo francese ha invitato tutte le archistar di buona volontà a partecipare a un concorso per rifarla più bella che pria. Si è fatto avanti l’inglese Norman Foster che avrebbe in mente una guglia leggera con struttura in vetro e acciaio. Lo Studio NAB, probabilmente sotto l’influenza di Greta, vorrebbe cambiare tutto e inventare una cattedrale “in green for all”: mettendo al posto del tetto finito in cenere una serra che contempli, come un Bignami del Genesi, tutta la biodiversità. Roba che i lefebvriani di Francia e i tradizionalisti di tutto il mondo li metterebbero al rogo. Ma fin qui, viva la laïcité, siamo nel campo delle ipotesi di buona volontà.

 

Poi però è arrivato Fuksas, Massimiliano Fuksas. Che del resto a Parigi ha uno studio da molto tempo. E niente, lui vorrebbe fare una guglia in cristallo Baccarat che possa essere illuminata di notte. Dice che sarebbe “il simbolo della fragilità della storia”. Più che altro, pare una baracconata che manco un castello delle fiabe di Disney, o il tempio dei Mormoni a Salt Lake City (o alla Bufalotta). Per favore, ditelo a Macron: la guglia che si illumina come una spada laser no e poi noi. Siamo milanesi: noi abbiamo il Bosco, e se Macron vuole gli regaliamo il progetto di una Guglia Verticale.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"