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Rigopiano, prima di morire, era vivo. Se ne può ridere

Dov’è la vergogna, o il reato di risata nelle conversazioni intercettate un’ora prima che una valanga travolgesse l’hotel?

28 Novembre 2017 alle 20:35

Rigopiano, prima di morire, era vivo. Se ne può ridere

L'insegna dell'hotel Rigopiano travolto da una valanga il 18 gennaio del 2017 (foto LaPresse)

Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita. E’ quanto accade, come ognun sa, a Monsieur de La Palice, vittima di un magnifico fraintendimento lessicale che però contiene una verità che ci piace dimenticare, non solo a noi della stampa ma a tutti i giustizieri da tastiera: che prima che una cosa accada, non è ancora accaduta. Vale per le valanghe, vale per i terremoti e persino se scivolate su una buccia di banana. Prima che la tragedia di Rigopiano accadesse, non era accaduta. Col senno di poi, si può stabilire se ci fu sottovalutazione (probabile) o addirittura dolo. Le famose intercettazioni a riguardo sono note da tempo. Quello che è insopportabile e pure stupido è che ieri, di fronte a nuove registrazioni pubblicate, ci fosse il pienone di titoli così: “Rigopiano: risate un’ora prima della valanga”. “Tutte le conversazioni shock”. “Le risate prima della tragedia”. “Risate e battute. Ecco tutte le intercettazioni della vergogna…”. Le “risate”, in realtà, si riducono a una sola: “E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno”. Parla un dipendente dell’Anas, un collega ridacchia. Ma un’ora prima che una valanga travolgesse l’hotel non era accaduto niente, ergo anche Monsieur de Rigopianò era vivo. Dov’è la vergogna, o il reato di risata, che è quel moto umano che accompagna il fatto stesso di essere vivi, prima di diventare morti?

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  • amatorgentium

    29 Novembre 2017 - 16:04

    (segue...) È tutta una messinscena mediatica orchestrata per creare il caso e dare ai giornali qualcosa di cui parlare? Vi sono categorie di persone le cui telefonate vengono sempre tenute sotto registrazione, in dubio? O quella categoria include indistintamente tutti gli utenti delle compagnie telefoniche nel territorio italiano? Onorevoli Deputati e Senatori della Repubblica, grillini tecnofili, destrorsi garantisti, sinistrorsi giustizialisti, non vi sembra ci sia materia sufficiente per una interpellanza parlamentare?

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  • amatorgentium

    29 Novembre 2017 - 16:04

    Più che scomodare il povero, invidiato e mai lapalissiano Lapalisse, qui ci sarebbe da chiamare in causa Andersen e i suoi vestiti nuovi dell'Imperatore, perché - e mi scuso se mi azzardo ad assumere il ruolo del bambino della fiaba - qui se c'è qualcosa di inquietante è il fatto che gli inquirenti dispongano di intercettazioni che precedono il verificarsi dei tragici fatti da cui è scaturita l'indagine... ma questo cosa significa? che l'Autorità Giudiziaria dispone di default delle intercettazioni di qualunque linea telefonica e le può tirare fuori dal cassetto in qualunque caso le servano? È veramente questo lo Stato di Polizia in cui viviamo? Possibile che nessun giornalista si avventuri a chiarire questo elemento che fa rabbrividire assai più della risata di grouchana memoria che ha seppellito ahimé i terremotati ma non tarderà a seppellire né gli ilari né, del resto, gli intercettanti. Insomma: erano soggetti intercettati per altre antecedenti notizie di reato? (continua...)

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  • Giovanni

    29 Novembre 2017 - 12:12

    Mi chiedo come mai ci fossero le intercettazioni prima che accadesse la disgrazia. Gli inquirenti hanno forse capacità precognitive?

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  • branzanti

    29 Novembre 2017 - 01:01

    Se smettiamo di indignarci possiamo anche smettere di informarci. Anzi è meglio!!!

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